I gruppi terroristi accerchiati nell’est di Aleppo hanno ormai poca speranza di salvezza,dopo che l’Esercito siriano ed Hezbollah hanno realizzato significative avanzate nel perimetro nordest di Aleppo e hanno allargato la zona cuscinetto intorno ai quartieri del città occupate dai terroristi. Più di tre kilometri separano adesso i distretti assediati dell’Est di Aleppo delle zone sotto il controllo del gruppo Yaish al Fatah, all’ovest della città.

Un ambiente di pessimismo avvolge le file dei miliziani ad Aleppo. Questi ultimi hanno visto con scoraggiamento come le successive offensive  dei gruppi armati dirette a rompere il cerchio, l’ultima delle quali è stata chiamata la “grande operazioni epica”, raccolgono sonori fallimenti e non hanno ottenuto se non piccole avanzate che sono state rapidamente vanificate dall’esercitò siriano e dai suoi alleati.

Le notizie sullo schieramento della flotta russa sulla costa siriana hanno suscitato anche il timore ai possibili attacchi dei missili Kalibur, che sono capaci di causare una grande distruzione su obiettivi molto precisi. A tuttto questo bisogna sommare la crescente scarsezza di munizioni, visto he il cerchio dell’asssedio adesso impedisce l’arrivo di nuove forniture militari in questi quartieri dove i terroristi venivano regolarmente riforniti di armi e munizioni da Arabia Saudita e USA che appoggiono  questi gruppi.

La sconfitta di Hillary Clinton, che molti miliziani vedevano come una speranza, ha lasciato sentire anche questa un suo effetto sulla morale dei miliziani. I miliziani sono consapevoli di aver perso una importante “protezione”. Lo spettro degli attacchi aerei contro l’Esercito siriano da parte degli USA sembra essere svanito.

L’Esercito siriano, da parte sua, ha avvertito di una prossima ed imminente operazione nei distretti dell’Est di Aleppo ed ha lanciato volantini su questa area invitando i miliziani ad arrendersi ed approfittare della loro ultima opportunità.

La crisi di Al Nusra

Il Fronte Al Nusra costituisce oggo il principale ostacolo per un accordo di resa che permetta ai miliziani dell’Est di Aleppo di deporre le armi, uscire dalla città, liberare la popolazione che tengono in ostaggio e salvare la loro vita.

Tuttavia alcune fonti segnalano che il gruppo sta attraversando una cattiva situazione dopo aver perso vari dei loro comandanti di alto rango, fra i più importanti, o perchè uccisi nella guerra o per diserzione, incluso il portavoce del gruppo Mustafa Faray.

I media vicini ai gruppi armati hanno segnalato che Abu Suleiman al Misri, con nome di battaglia Mustafa Faray, che era membro del Consiglio del Fronte al Nusra e responsabile dei contatti con i media stranieri, ha disertato dal gruppo terrorista dopo la morte di decine di alti comandanti in Siria avvenuta negli ultimi mesi.
Gli analisti credono che questa diserzione avrà una influenza negativa sui membri di Al Nusra. Lui era un componente importante di Al Qaeda e si era riunito con Osana Bin Ladem in Afghanistan. Lo stesso personaggio  teneva anche stretti contatti con i leaders libanesi collegati con al Qaeda, come Hessan Sabbaq, arrestato in Libano nel 2007.

Il Fronte al Nusra si calcola che abbia perso circa 2500 combattenti nella “Grande Operazione epica” ad Aleppo e neppure è riuscito ad ottenere credibilità internazionale, nonostante abbia cercato di ripulirsi l’immagine , assumendo una nuova denominazione come, “Fatah al Sham”, o dichiarando circa una sua presunta rottura con Al Qaeda. La sua struttura di comando sta franando.

L’appoggio costante ottenuto dai servizi di intelligence degli USA e dell’Arabia Saudita che lo hanno rifornito massicciamente di armi, inclusi anche i sofisticati missili anti carro, non sono stati sufficienti per far prevalere questo gruppo ad Aleppo e dintorni dove la controffensiva dell’Esercito siriano e di Hezbollah è riuscita ad avere ragione di questi gruppi terroristi.

La situazione è decisamente cambiata anche con l’arrivo di massicce forze aereo navali russe che si sono schierate a difesa della Siria per evitare possibili azioni aeree degli USA e dei loro alleati contro le forze dell’Esercito siriano. Inoltre a prossima fuoriuscita dell’Amministrazione Obama e con lui la possibile fine del disastroso appoggio fornito alle varie organizzazioni islamiste in Siria, segnano l’avvio di un nuovo capitolo che lascia sperare la possibile fine del conflitto che insanguina la Siria da oltre cinque anni.

Fonte: Al Manar

Traduzione e sintesi: Manuel de Silva

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