Ieri, Abdollah Ghassan al-Sharbi un ex detenuto della prigione statunitense di Guantanamo, ha rivelato al ‘Daily Mail’ che “il programma di riabilitazione organizzato dal Centro per la consulenza e l’assistenza del principe ereditario(dell’Arabia Saudita NDR) Nayef bin Mohammed, che si ritiene abbia un ruolo chiave nella lotta contro il terrorismo, non è quello che sembra nella realtà.”

A questo proposito, Al-Sharbi ha raccontato che non voleva iscriversi al programma di riabilitazione articolato in 12 passaggi per il timore che venisse utilizzato come mercenario. “Quando ti liberano, vogliono che tu sia ancora sotto il loro comando per combattere nelle fila dei gruppi terroristici che supportano nella regione.”

Gli impianti sono progettati per aiutare gli ex terroristi ad integrarsi nella società, mentre i funzionari religiosi che lavorano in questi centri dovrebbe fare chiarezza sulle ideologie.

L’ex prigioniero ha concluso che i combattenti di questo centro vengono reclutati e addestrati per affrontare gli eserciti di Yemen e Siria.

Il centro è stato paragonato a un resort, e coloro che completano il programma dei 12 punti sono ricompensati con giovani spose e auto nuove, ha aggiunto il quotidiano ‘New York Post’.

Circa il 20% degli iscritti al programma di riabilitazione in Arabia Saudita hanno ancora legami con i gruppi estremisti, ha sottolineato il giornale statunitense.

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