DI MIKE WHITNEY – counterpunch.org

La scorsa domenica gli elicotteri dell’esercito siriano hanno lanciato dei manifestini su Aleppo est intimando coloro che si oppongono al governo di arrendersi finchè ne hanno la possibilità. Centinaia di jihadisti hanno già abbassato le armi dichiarando la resa, mentre, d’altra parte, un gruppo di ribelli ha continuato a respingere l’avanzata dell’esercito.

La situazione sembra essere senza speranza per il gruppo di insorgenti che ha perso più di metà del territorio ottenuto solo la settimana scorsa. Ogni tentativo di irrompere attraverso le linee dell’Esercito Siriano è stato respinto, lasciandoli a difendere solo pochi distretti che saranno costretti a resistere o morire.

Nella giornata di domenica, il ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, ha lanciato un ultimatum agli ultimi militanti rimasti, confermando la posizione del governo siriano e dei suoi alleati. Le sue parole:

“Quei gruppi che si rifiutano di lasciare  Aleppo est saranno trattati come terroristi. Rifiutando di uscire da questa zona, andranno incontro ad una lotta armata. Come affermato, saranno giudicati terroristi ed estremisti e supporteremo l’Esercito Siriano nella sua operazione contro suddette schiere armate.”

Il segretario di stato americano, John Kerry, ha concentrato tutte le forze per fermare la lotta e proteggere i jihadisti filo-US che stanno cercando di rovesciare il governo Siriano con a capo il presidente Bashar al Assad. Sfortunatamente, la proposta accettata sia da Kerry che da Lavrov riguardante il ritiro delle truppe da Aleppo, è stata rifiutata dai massimi esponenti dell’amministrazione del governo Obama, lasciando in prospettiva futura un accordo negoziato. Lavrov ha espresso la sua frustrazione commentando sui media:

“Hanno rifiutato la nostra proposta e ne hanno fatta una nuova. La nostra impressione a caldo è che questa nuova proposta  sia solo un modo per far guadagnare tempo ai militanti, concedendogli di riprendere fiato e di riorganizzarsi. La stessa situazione è avvenuta con l’accordo del 9 Settembre. E’ difficile capire chi prende le decisioni là dentro, ma apparentemente ci sono molti che vogliono ostacolare e compromettere l’autorità e le scelte di John Kerry.”

Secondo quanto detto da Reuters “il Ministro degli Esteri Siriano non appoggerà alcuna tregua ad Aleppo che qualsiasi partito esterno avrà intensione di negoziare”. Intanto, nella giornata di lunedì, “Russia e Cina hanno posto il veto davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite chiedendo che, entro una settamana, venga cessato il fuoco.” In parole semplici, questa sembra essere la fine per il gruppo di terroristi filo-americani che ha portato solo a peggiorare la situazione nel già malconcio paese Siriano e all’uccisione di più di 400.000 persone. Mentre la “questione Aleppo” potrebbe non essere il punto di svolta nell’enorme conflitto che sta attualmente avvenendo, tutti i centri popolati ed industrali principali sono stati di nuovo posti sotto il controllo del regime.

Più importante, la riconquista di Aleppo sarebbe un enorme passo indietro per Washington ed i suoi alleati jihadisti (US, Arabia Saudita, Turchia e Qatar). I piani degli Stati Uniti di ridisegnare la mappa del Medio Oriente secondo i suoi interessi economici e geopolitici sono stati abbattuti da una coalizione coraggiosa e determinata (Siria, Iran, Russia e Hezbollah) che ha metodicamente estradato e distrutto l’opposizione e ristabilizzato sia lo stato di sicurezza che l’autorità del governo eletto affinchè possa prendere il controllo sugli affari interni.

Martedì mattina, AMN News ha riferito che l’Esercito Siriano ha catturato l’85% dell’Est di Aleppo. Dozzine di insorgenti sono stati uccisi in combattimenti sporadici mentre circa un centinaio si è arreso. Sembra che la battaglia di Aleppo stia per terminare e che l’Esercito Siriano sia “sull’orlo della vittoria”.

Mike Whitney

Fonte: www.counterpunch.org/

Link: http://www.counterpunch.org/2016/12/08/rolling-back-the-empire-washingtons-proxy-army-faces-decisive-defeat-in-aleppo/

8.12.2016

Traduzione per www.comedonchisciotteorg a cura di VALENTINA P.

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