La distribuzione fa parte di un pacchetto di misure adottate per prevenire possibili aggressioni con agenti nervini, stabilito dopo l’omicidio con il VX di Kim Jong Nam.

L’Istituto Nazionale di Sicurezza Chimica sud coreano ha distribuito moderni dispositivi rivelatori chimici in sette sedi regionali del Ministero dell’Ambiente e in sei centri di prevenzione di disastro chimici in tutto il paese. Ciò come parte delle misure contro eventuali attacchi con agenti nervini. Lo riferiscono i media locali.

Il pacchetto comprende l’impiego di 13 rilevatori, altrettanti droni, sei spettrometri a raggi infrarossi per l’analisi dei liquidi e solidi, nonché infine sei veicoli per verifiche di emergenza sul posto.

Le misure sono state intraprese a seguito dell’indagine in corso sull’omicidio di Kim Jong Nam, fratellastro del leader della Corea del Nord, ucciso da una sostanza chimica tossica: l’agente nervino VX. Le apparecchiature sono progettate per essere utilizzate anche durante le Olimpiadi invernali di Pyeongchang nel 2018 e altri grandi eventi sportivi. La vittima, viaggiando sotto il nome di Kim Chol, è stato ucciso il 13 febbraio presso l’aeroporto l’internazionale di Kuala Lumpur, mentre aspetta il suo aereo. Il gas altamente tossico gli è stato spruzzato sul viso mentre stava per imbarcarsi su un volo per Macao. La polizia locale ha arrestato un certo numero di sospetti, tra cui una donna indonesiana, che ha detto di essere stata pagata circa 90 dollari per spalmare il viso di Kim con un “baby oil”, come parte di uno scherzo televisivo.

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