Il pensiero dà fastidio

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Tratto da L’Intellettuale Dissidente

Dopo aver disseminato odio, miseria e disperazione l’attuale dis-ordine si trova nelle condizioni di quel tale che, mentre affonda tra i flutti, tenta disperatamente di porre tappi di sughero negli squarci d’acciaio dello scafo. Chi si permette di aprir bocca e soffiare sulla brace del dissenso osando – somma ingiuria- offrire un punto di vista altro dev’essere senza dubbio irretito, ostracizzato, di riffa o di raffa messo a tacere. In questo senso si deve intendere il gran belare che – dalla disfatta di Hitlery Clinton in poi – le varie consorterie dell’informazione hanno recitato in coro sul tema bufale: i debunker boldriniani, le delazioni sui social, gli appelli manichei sono solo la cortina fumogena dietro cui si cela il tentativo esiziale di smantellare quell’insieme di fonti capaci di diffondere un’altra versione dei fatti, una seconda visione della realtà. E’ chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce. Anzi un pesce. E come pesce è difficile da bloccare perché lo protegge il mare. Nessun fatuo allarmismo, né complottismo di terz’ordine: quel che da tempo si presumeva s’è infine realizzato nei confronti di byoblu.com. Il sito di Claudio Messora è stato infatti colpito da un atto di inedita gravità, para-mafioso nelle intenzioni e nel metodo.

Al netto della motivazione (colpisce che Big G abbia scelto come fake news un intervento parlamentare tratto dal canale ufficiale della Camera) il fatto preoccupa per gravità e fini: Byoblu non è il fattoquotidaino, e non ha come ragion d’essere la mistificazione delle notizie a scopi economici. Quella occupazione, per altro ben retribuita, resta monopolio delle corazzate di carta (Repubblica, Corsera, e via discorrendo sulla prospettiva maleodorante della propaganda…), il cui declino è specchio esatto dell’operazione di psicopolizia subita da Messora e sperimentata già da Maurizio Blondet ed Enzo Pennetta.

Innanzi ad un pubblico esausto, che non crede più a quello che il mainstream ripete, spazi come Byoblu costituiscono porti franchi pericolosi, potenzialmente distruttivi delle infide fatiche del nuovo MinCulPop. Trump ha trionfato anche grazie a siti di controinformazione, e il dibattito economico in Italia trova in goofynomics di Alberto Bagnai e in orizzonte48 di Luciano Barra Caracciolo fonti e spunti ben più qualificati (e qualificanti) di un Sole 24 Ore qualsiasi. Si comprende dunque come il silenzio imposto a queste libere cittadelle diviene ora un punto fondamentale per allungare l’agonia dell’attuale pantomima. Non risolta allora né un mistero né una contraddizione che il liberismo mostri, in sostanza, la sua vera natura, quella d’un regime in cui l’unica libertà realmente ammessa è quella dei capitali per il Capitale. La museruola serve a questo punto per tappare le bocche affamate da anni di euroausterità e di “libero” mercato.

La psicopolizia orwelliana, di cui intravediamo minacciosa l’alba, si affianca quindi alle altre forze reazionarie che – dalla politica all’economia – hanno già da tempo lavorato per distruggere i principi fondamentali della nostra Costituzione, baluardo di dignità e giustizia sociale oggi orribilmente stuprata da chi, in teoria, dovrebbe esserne supremo custode.

Per leggere la versione integrale: Com’è profondo il mare.