La follia di una NATO 2.0 per il Medio Oriente

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Mentre il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ospita il leader israeliano Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca, questa settimana, secondo i rapporti, all’ordine del giorno c’è la formazione di un’alleanza “stile NATO” per il Medio Oriente.

Come se un’alleanza guerrafondaia a guida americana in Europa e nel Nord Atlantico non fosse sufficiente. Se le discussioni riportate diventeranno realtà il mondo vedrà un clone della NATO [in Inglese] lasciato libero nella regione del Medio Oriente, già dilaniata dai conflitti.

Invece di combattere la presunta aggressione russa, la teorica alleanza mediorientale guidata dagli Stati Uniti [in Inglese] – che potremmo definire NATO 2.0 – sta definendo l’Iran come minaccia regionale principale.

Secondo il Times of Israel, Trump, Netanyahu e i loro funzionari sono impegnati da tempo nella pianificazione della creazione della nuova alleanza militare che includerebbe anche l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti. Pare che gli altri paesi arabi coinvolti nella formazione del blocco militare proposto siano Egitto e Giordania.

“Trump sta cercando di mediare un’alleanza Arabo-israeliana in stile NATO”, titolava il Times of Israel, che ha citato il Wall Street Journal per i dettagli delle discussioni tenutesi fra Trump e Netanyahu.

La nuova amministrazione Trump ha già irritato l’Iran [in Inglese] con rinnovate accuse che la Repubblica Islamica sia “lo stato sponsor numero uno del terrorismo”. La Casa Bianca di Trump ha imposto nuove sanzioni economiche a Teheran la scorsa settimana, dopo il test da parte dell’Iran di missili balistici a fine gennaio.

Sia la Russia che la Cina – stretti alleati dell’Iran – hanno denunciato che le nuove sanzioni americane provocano tensioni regionali. Mosca ha anche respinto [in Inglese] le accuse di terrorismo di Washington all’Iran, affermando che Teheran è un partner chiave per sconfiggere le reti di estremisti islamici in Siria e in Iraq. La Russia ha anche detto che l’Iran non ha infranto alcuna legge internazionale, testando le sue tecnologie difensive.

La proposta di creare un’alleanza militare formale tra gli Stati Uniti, Israele e i regimi arabi Sunniti sarà un’ulteriore allarme principalmente per l’Iran Sciita, che Washington sta infastidendo con un programma ostile [in Inglese] senza precedenti nei confronti del paese persiano, che è una dei principali esportatori di petrolio e di gas.

Prima della sua elezione, l’8 novembre, Trump ha ripetutamente promesso di stracciare l’accordo internazionale sul nucleare con l’Iran, che è stato negoziato dal suo predecessore Barack Obama, insieme ad altri cinque leader mondiali, tra cui il russo Vladimir Putin. Trump ha descritto il cosiddetto accordo sul nucleare P5+1 come “il peggior accordo di sempre”.

Non è chiaro se l’amministrazione Trump darà seguito alle promesse di stracciare l’accordo sul nucleare, che offre all’Iran l’eliminazione delle sanzioni economiche occidentali in cambio di limitazioni autoimposte sullo sviluppo di armi nucleari.

Ma una cosa sembra chiara: Trump si sta avvicinando sempre più ai nemici regionali dell’Iran, Israele e Arabia Saudita [in Inglese], che ritengono l’Iran una minaccia esistenziale.

Gli Stati Uniti hanno una collaborazione militare vecchia di decenni con Israele e le monarchie arabe Sunnite, vendendo loro armi per miliardi di dollari ogni anno.

Tuttavia, la formazione di un’alleanza militare formale tra gli Stati Uniti e questi stati per creare un’organizzazione in stile NATO, sarebbe vista dall’Iran come una mossa incendiaria.

In seguito alla rivoluzione Islamica del 1979, gli Stati Uniti e i loro partner arabi sono stati i principali sostenitori dell’Iraq di Saddam Hussein, che ha lanciato una guerra contro l’Iran che è durata otto anni e ha causato fino a un milione di morti.

Israele è l’unico stato dotato di armi nucleari in Medio Oriente, e si è unito come al solito al coro di minacce americane che affermano “nessuna opzione è esclusa” per quanto riguarda l’Iran – il che significa che è possibile un attacco militare preventivo.

L’amara ironia in tutto questo è che il vero pericolo per la pace in Medio Oriente non è l’Iran, ma piuttosto l’occupazione israeliana illegale del territorio palestinese, così come l’Arabia Saudita e le monarchie arabe ricche di petrolio che finanziano gruppi terroristici Islamisti.

I sei anni che hanno devastato la Siria sono derivati in gran parte da una guerra segreta condotta dall’esterno per un cambiamento di regime contro il governo di Assad, che è un alleato della Russia e dell’Iran. La guerra in Siria è stata condotta con mercenari jihadisti, tra i quali gruppi terroristici legati ad Al-Qaida, che sono finanziati, armati e diretti dagli Stati Uniti, dall’Arabia Saudita e da altri stati arabi.

Si ritiene che anche Israele abbia avuto un ruolo segreto nel fomentare la guerra per il cambiamento di regime in Siria, lavorando in collusione con gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita. Quella guerra è stata ostacolata dell’intervento militare da parte della Russia e dell’Iran nel corso dell’ultimo anno.

L’Arabia Saudita ha una storia lunga e spregevole di fomentazione di gruppi terroristici Wahhabiti che risale agli anni ‘70-‘80, quando ha finanziato i precursori di Al-Qaida in Afghanistan per combattere il governo a quel tempo sostenuto dai Sovietici. L’Arabia Saudita ha tradizionalmente fornito denaro e le armi, mentre la CIA americana e il Mossad israeliano hanno fornito la logistica militare e di intelligence. La premiazione [in Inglese] la settimana scorsa del capo dei servizi segreti, il Principe Ereditario saudita Muhammad bin Nayef Al Sa’ud, da parte del direttore della CIA Mike Pompeo è stata vista da alcuni critici come una testimonianza particolarmente nauseante di questo rapporto nefasto.

L’idea stessa che quest’asse guidato dagli Stati Uniti in Medio Oriente adesso crei un’alleanza formale secondo le linee della NATO è foriera di conflitti dilaganti nella regione. Soprattutto in considerazione dello scopo dichiarato di una tale alleanza, che sarebbe quello di “contenere l’Iran”.

La NATO guidata dagli Stati Uniti in Europa ha già degradato le relazioni con la Russia in ostilità profonda. Il continuo accumulo di forze della NATO ai confini della Russia – formalmente per contenere l’aggressione russa – ha alimentato i timori [in Inglese] di una possibile guerra nucleare.

La NATO afferma continuamente di essere una forza per la stabilità e la difesa – quando in realtà qualsiasi osservatore sano di mente può vedere che è vero il contrario, visto che incita le tensioni in Europa e Russia a livelli che non si vedevano dal periodo della Guerra Fredda.

Lo stesso folle doppio pensiero viene replicato in Medio Oriente, con gli ultimi piani americani per creare una NATO 2.0 con Israele e i monarchi arabi sponsor del terrorismo.

La sicurezza mondiale è già sotto una grandissima tensione a causa dell’espansione militare guidata dagli Stati Uniti in Europa. Questi pericoli si moltiplicano ancora di più con questi piani per portare un secondo fronte in stile NATO in Medio Oriente.

Il Presidente Trump sta subendo sempre più le pressioni dei bellicosi circoli di potere di Washington che sostengono la “linea dura nei confronti della Russia”. Le dimissioni [in Inglese] forzate questa settimana del suo Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Michael Flynn, stanno scatenando pressioni su Trump perché “dimostri” che non sarà morbido con la Russia.

Trump è stato eletto in gran parte a causa delle sue vaghe intenzioni di frenare il militarismo americano all’estero e per ripristinare le relazioni amichevoli con gli stati esteri, tra cui la Russia.

Il fatto che Trump stia scivolando verso la belligeranza ad un ritmo allarmante, è diabolico. L’escalation della NATO contro la Russia continua a ritmo sostenuto, e come se ciò non bastasse, Trump sta supervisionando una seconda incarnazione della NATO in Medio Oriente per prendere di mira l’Iran.

E questa NATO 2.0 comprende stati canaglia che sguazzano fino al collo nell’illegalità e nel terrorismo. L’Arabia Saudita sta attualmente massacrando i civili nello Yemen grazie alla potenza di fuoco fornita dagli Americani, presumibilmente per contenere l’Iran.

Se questa deve essere la nuova NATO per il Medio Oriente, allora il mondo sta davvero per precipitare in una barbarie tale che non si vedeva dalla Seconda Guerra Mondiale.

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Articolo di Finian Cunningham pubblicato su Sputnik International il 16 febbraio 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]