di Diego Angelo Bertozzi

Il libro bianco “China’s Policies on Asia-Pacific Security Cooperation” (gennaio 2017) è senza dubbio un documento interessante per comprendere il concetto di “sicurezza” che la Cina vuole applicare in una regione strategica nella quale agisce economicamente e militarmente la superpotenza statunitense.

Consapevole di questa presenza – e del portato storico delle alleanze militari e dei “dilemmi” che producono in Paesi quali l’Australia – Pechino traccia un percorso sul medio-lungo periodo che partendo dalla convivenza tra strutture diverse giunga ad una complessa e diversificata rete di sicurezza e cooperazione asiatica, senza diktat di potenze esterne.

Ecco un estratto: “In primo luogo, il futuro quadro di sicurezza regionale dovrebbe essere multi-livello, completo e diversificato. I paesi della regione Asia-Pacifico si differenziano per le loro tradizioni storiche, i sistemi politici, i livelli di sviluppo e i problemi di sicurezza. In questa regione ci sono meccanismi asiatici di sicurezza e di cooperazione e piattaforme come la SCO e CICA, così come le alleanze militari formatesi nel tempo. Data una tale diversità, un quadro di sicurezza consistente in questa regione non è prevedibile nel prossimo futuro, e sarà normale vedere molteplici meccanismi che avanzano insieme nell’evoluzione di un quadro di sicurezza regionale. Tutti i paesi coinvolti devono svolgere i loro rispettivi ruoli nella salvaguardia della pace e la stabilità regionale. La Cina promuove la costruzione di un quadro di sicurezza nella regione Asia-Pacifico, il che non significa ricominciare tutto da capo, ma migliorare e l’aggiornare i meccanismi esistenti”.

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