Un ex prete 54enne di bell’aspetto e dai toni gentili: così il New York Times descrive Thomas Williams, corrispondente di Breitbart News in Vaticano, sito fondato dal capo della  strategia del presidente Donald Trump, Steve Bannon. Dal 2014 Williams è collaboratore dell’agenzia di stampa vicina al presidente repubblicano e rappresenta la sponda ideale tra l’entourage di Trump e la Chiesa Cattolica romana. Bannon, al tempo amministratore delegato di Breitbart e ora consigliere di The Donald, si era rivolto a Thomas Williams, teologo telegenico e poliglotta, dopo che quest’ultimo aveva difeso il leader del suo ordine religioso conservatore contro le accuse di molestie su minori. Williams ha poi lasciato il sacerdozio quando è emerso che era venuto meno ai voti di celibato ed era diventato padre di un figlio.

Un moderato alla corte di Breitbart (e di Trump)

L’autorevole quotidiano statunitense definisce Williams “la voce fuori dal coro” di Breitbart, testata che ha fatto del tono sprezzante e talvolta provocatorio, uno stile ben definito. “Breitbart sembrava l’esatto opposto di tutto ciò per cui ero stato educato e in cui credevo” – ha dichiarato l’ex prete. “Che era far comprendere l’altro, smussare le differenze, mostrarti come non siamo poi così distanti”. Negli articoli pubblicati per la testata giornalistica, l’ex religioso americano ha cercato di documentare l’immigrazione clandestina che sta inondando le coste italiane; spiegare come sta crescendo nel nostro paese il movimento anti-establishment; monitorare la vicenda dei cristiani perseguitati nel mondo. Altro tema di cui si è spesso occupato riguarda i dissidi tra la sponda conservatrice della Chiesa Cattolica e Papa Francesco.

L’incontro con Steve Bannon, “guru” ideologico del presidente

Williams ha conosciuto Steve Bannon nel 2003, tramite un amico comune che stava producendo “La Passione di Cristo” di Mel Gibson, a cui l’ex prete ha collaborato come consulente teologico. “Più che altro dovevo dire cosa si poteva fare e cosa no” – ha sottolineato Williams. “Rispetto a Bannon, ho pensato subito che fosse un po ‘pazzo” – ha spiegato – Sapevo che aveva quei progetti nei mass media e aveva delle teorie particolari su tutto”. Il corrispondente di Breitbart afferma inoltre, di non aver mai riscontrato in Bannon “visioni razziste o antisemite”.

A quel tempo, Thomas Williams rappresentava volto della Legione di Cristo, un ordine religioso conservatore. Nel 1997 ha contribuito a fondare l’ordine sponsorizzato dall’agenzia di stampa Zenit, e ha scritto 15 libri, tra cui “Conoscere il bene dal male: una guida cristiana alla coscienza.”

Tra Donald Trump e Papa Francesco

Come racconta il New York Times, quando Steve Bannon ha iniziato ha supportare la candidatura del tycoon contro l’establishment, Williams si è rivolto al suo (ex) capo, dicendogli: “Se hai intenzione di demolire, è meglio sapere cosa si costruirà dopo. Ma penso che lui preferisca demolire per poi costruire, onestamente” – ha aggiunto. Sulla politica migratoria, l’ex prete ha una posizione moderata, a metà strada tra quella di Donald Trump e quella di Papa Francesco. Inoltre, considera “terribile”, anche come simbolo, il Muro con il Messico.

Steve Bannon contro Papa Francesco

Bannon ha articolato pubblicamente le sue idee sulla Chiesa via Skype in un conferenza pubblica svoltasi pochi mesi dopo il suo incontro con il cardinale ultra-conservatoreRaymond Burke , sempre in Vaticano. In quell’occasione, l’ex direttore di BreitBart si scagliò contro la secolarizzazione dilagante, la minaccia dell’Islam, e un capitalismo che aveva via via abbandonato i valori del cristianesimo. All’appuntamento era presente anche Thomas Williams. Benché su altri temi l’ex Legionario di Cristo rappresenti spiccatamente il volto più “moderato” della testata conservatrice, da questo punto di vista, in particolare sull’Islam, la sintonia con Bannon è totale.

Il ponte ideale tra Donald Trump e il mondo cattolico

Contrario alla secolarizzazione del cattolicesimo ma moderato e accomodante sulla politica migratoria; difensore dei valori cristiani tradizionali ma allo stesso tempo volto affabile, dai modi gentili e dall’aspetto “moderno” e giovanile: Steve Bannon, che è un abilissimo stratega, sa benissimo che Williams rappresenta, in virtù di queste caratteristiche, il ponte ideale tra l’amministrazione Trump e le varie anime del mondo cattolico ed ecclesiastico. La sua figura può dunque assumere un’importanza significativa nel comprendere la strategia di dell’entourage di Trump con il Vaticano.

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