Il nuovo governo degli Stati Uniti guidato da Donald Trump, si lancia al pari dei suoi predecessori all’attacco del Venezuela includendo il vicepresidente, Tareck El Aissami, nella lista di persone legate al narcotraffico e quindi sanzionate secondo il cosiddetto ‘Foreign Narcotics Kingpin Designation Act’.

Il vicepresidente El Aissami è stato incluso nella lista dei sanzionati dell’Office of Foreign Assets Control insieme a Samark José López Bello, che viene ritenuto legato all’attuale numero due venezuelano. López Bello viene accusato di fornire assistenza materiale e finanziare le presunte attività criminali del vicepresidente venezuelano.

Già nel 2016 il governo degli Stati Uniti aveva sanzionato il Ministro degli Interni del Venezuela, Néstor Reverol, accusandolo di avere legami con il narcotraffico. Accusa lanciata il giorno precedente l’assunzione dell’incarico da parte del politico venezuelano.

Reverol rispose denunciando che la misura formava parte «della guerra non convenzionale» portata avanti dagli Stati Uniti con settori della destra interna, per destabilizzare il Venezuela.

Un metodo di attacco alla Rivoluzione Bolivariana già sperimentato, come accadde nel 2015 quando vi fu una feroce campagna internazionale mirante a legare al narcotraffico l’allora Presidente dell’Assemblea Nazionale del Venezuela, Diosdado Cabello, indicato addirittura come il capo di un cartello di narcotrafficanti. Ovviamente, non è mai emersa nemmeno una sola evidenza a suffragio della squallida campagna diffamatoria.

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