Azione militare possibile. Tradotto, guerra. In Corea del Nord. Lo ha detto Rex Tillerson durante la sua visita in Corea del Sud sottolineando che “la pazienza strategica” di Washington nei confronti di Pyongyang si è esaurita. Il segretario di Stato americano, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un’azione militare, ha detto che “certamente noi non vogliamo che le cose arrivino ad un conflitto militare”. “Se loro elevano la minaccia del loro programma di sviluppo di armamenti ad un livello che richiede l’azione, allora questa è un’opzione sul tavolo”, ha poi aggiunto. IntelligoNews ha commentato questa ultima ora con lo scrittore e giornalista Giulietto Chiesa…

Come vanno lette le parole di Tillerson, qual è questo livello di minaccia eccessivo? “Tillerson voluto dire che si riservano ogni decisione sulla base dei loro calcoli strategici. Trovo evidente che la Corea del Nord non rappresenta un pericolo attivo, semmai mostra i muscoli per dire che non accetterà pacificamente di essere attaccata dall’esterno. Questa è la reale valutazione che bisogna dare. Un po’ come con l’Iran. Si è parlato tanto della minaccia iraniana. Davanti al comportamento dell’Occidente aveva cercato di difendersi dotandosi di armi, poi ha ceduto, ma non tutti cedono. Ad esempio la Corea del Nord non ha nessuna intenzione di cedere”.

Giulietto Chiesa su guerra a Corea del Nord svela la ‘strategia della minaccia’Comunque non è una minaccia? “L’Occidente la presenta come una minaccia aggressiva verso l’esterno, ma non è così. Non c’è nessuna minaccia militare, la Corea del Nord vive nel suo territorio e si difende sul suo territorio. Lo fa in modo un po’ scomposto, ma tant’è”.

Dall’inizio dell’anno due i test nucleari e diversi quelli missilistici. Anche con l’Iraq si parlò di minaccia, di armi chimiche, salvo poi fare una guerra che si poteva evitare. Il parallelo regge oppure no? “Sì, regge. La minaccia coreana viene ingigantita artificialmente dagli Stati Uniti da sempre e continua ad essere così. Non esiste nessuna minaccia strategica della Corea del Nord se questa non verrà attaccata”.

Nel caso in cui ci dovesse essere l’opzione militare da parte statunitense, il conflitto riguarderebbe solo gli Usa o avremmo il rischio concreto della Terza Guerra Mondiale? “Non credo che il rischio di una guerra mondiale sarebbe reale. Avremmo una guerra dove la Corea del Nord verrebbe rasa al suolo in omaggio all’Impero che muore (ride, ndr). Questa è la mia valutazione. L’Occidente vuole liberarsi di tutti i suoi potenziali nemici, l’ha scritto nella sua dottrina generale. Chi è considerato un potenziale nemico tra cento anni deve essere liquidato al più presto possibile. Questo serve a far apparire l’Occidente dominatore, come al solito. Ma non sarà nient’altro che una guerra per distruggere un altro Paese…”.

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