“La cosiddetta ‘Brigata di liberazione del Golan’ acuisce la minaccia rappresentata dalla presenza dell’Iran e di Hezbollah in Siria, in generale, e sul lato siriano del Golan in particolare” ha dichiarato, ieri, il ministro dell’intelligence israeliana, Yisrael Katz.

In alcune dichiarazioni resa a proposito dell’iniziativa da parte del movimento iracheno Al-Nuyaba, un alleato di Hezbollah, per creare l’Esercito di Liberazione del Golan, il funzionario israeliano ha rivelato la sua paura di possibili attacchi contro il nord dei territori palestinesi occupati.

“Sostengo da tempo che se l’Iran ottiene una base in Siria sarà una minaccia” per la sicurezza di Israele e “una costante fonte di instabilità regionale”, ha aggiunto Katz.

L’8 marzo scorso, il movimento iracheno Al-Nuyaba ha annunciato la formazione della Brigata per Liberazione del Golan per iniziare le operazioni nella zona, con il permesso del governo siriano e porre fine all’occupazione israeliana.

Non è la prima volta che il regime israeliano esprime la sua preoccupazione per il sostegno dell’Iran alla Siria sia di fronte ai piani espansionistici israeliani, che per la sua lotta contro il terrorismo.

La cooperazione Siria-Iran-Hezbollah-Russia ha dimostrato la sua efficacia, come è già stato dimostrato nelle operazioni vittoriose per liberare la città di Aleppo.

Nel giugno del 1967 e nel quadro della guerra dei sei giorni, il regime israeliano ha occupato le alture del Golan dalla Siria e con l’annessione al sistema legale israeliano nel 1981, c’è stata un’annessione de facto.

Tuttavia dal 1974, le Nazioni Unite (UNDOF) monitorano il cessate il fuoco tra le due parti, che non ha impedito una serie di scaramucce e scontri nella zona.