Daesh attacca uno degli attori che maggiormente combattono il terrorismo sunnita. Gli attentati terroristici del 7 giugno a Teheran colpiscono al cuore l’Iran, ma potrebbero anche minare gli equilibri in tutta la regione. L’Iran nel mirino, a rischio il Medio Oriente.

Nel momento in cui Donald Trump ha abbracciato l’Arabia Saudita ha preso il via una sorta di reazione a catena che ha portato alla crisi fra il Qatar e i Paesi sunniti del Golfo. La tempistica degli attentati a Teheran non sembra una pura coincidenza.

Sono stati colpiti due simboli dell’Iran, il Parlamento e il mausoleo dell’ayatollah Khomeini, un attentato che ha provocato però anche uno scossone per gli equilibri regionali. Che ripercussioni avrà l’attacco contro l’Iran sullo scacchiere mediorientale? Quale ruolo avrà in questo contesto l’America di Trump e la Russia?

Pejman Abdolmohammadi
© FOTO: FORNITA DA PEJMAN ABDOLMOHAMMADI

Sputnik Italia ne ha parlato con Pejman Abdolmohammadi, esperto di Iran, ricercatore presso la London School of Economics and Political Science, docente all’Università di Genova presso il dipartimento di scienze politiche.— Professore Abdolmohammadi, secondo lei come va interpretato l’attacco all’Iran?

— Si tratta di un attacco inedito che cade in un momento molto particolare e nevralgico per l’equilibrio dei poteri in Medio Oriente. L’attacco all’Iran avrà a mio avviso delle ripercussioni gravi per l’equilibrio delle forze nel Golfo Persico, si rischia un’escalation della tensione fra l’Iran e l’Arabia Saudita da un lato e sul piano della politica interna potremmo vedere un rafforzamento del fronte conservatore e una leggera diminuzione della forza dei pragmatisti del presidente Rouhani.

— L’isolamento del Qatar e gli attentati all’Iran, come sono collegati fra loro questi due avvenimenti?

Parlamento iraniano (foto d'archivio)
© AFP 2017/ BEHROUZ MEHRI

— Sono collegati dal momento in cui sia il Qatar sia l’Iran sono percepiti dal punto di vista della nuova dottrina Trump come due elementi che sul piano economico finanziario starebbero dietro ai movimenti dell’islam politico attivista e estremista. Va sottolineato però che l’Arabia Saudita è proprio uno dei principali Paesi di questo genere, vediamo quindi un doppio standard da parte di Trump.

I due avvenimenti in Qatar e in Iran li collegherei secondo il disegno di colpire i primi due Stati che, secondo la dottrina Trump, stanno dietro ai movimenti politici islamici sciiti e sunniti.

— In questo contesto qual è il ruolo di Trump e che cosa dipenderà dalle sue prossime mosse?

— Secondo me siamo di fronte al nuovo disegno strategico dei prossimi 8 anni che potrà andare a colpire il Golfo Persico e gli equilibri di potere del sistema mediorientale. Quello che abbiamo visto ora secondo me è il primo passaggio, cioè un indebolimento dell’Iran e del Qatar, la destabilizzazione di questi due attori, ma non credo che la storia finisca qui. Penso che il prossimo protagonista di questo scossone mediorientale sarà la stessa Arabia Saudita. Non credo che l’alleanza fra Trump e l’Arabia Saudita infatti sia a lungo termine, bensì un’alleanza tattica di breve termine.

— Qual è il ruolo della Russia nella regione?

Iran, Teheran
© SPUTNIK. ANDREY STENIN

— In questo momento la Russia ha la possibilità di rafforzare la sua influenza nel Qatar e nell’Iran. Sicuramente la Russia è già molto forte in Iran, ma nel contesto attuale questo ruolo può affermarsi ulteriormente. Va analizzato tutto il contesto però dove sono presenti non sono gli Stati Uniti, ma anche la Cina. La Russia dovrebbe considerare anche la Cina come un attore che probabilmente vorrà sfruttare questo momento di vuoto politico.

— Che prospettive possibili ci attendono nella regione a suo avviso? L’Iran come potrebbe reagire?

Il presidente USA Donald Trump con il re dell'Arabia Saudita Salman bin Abdulaziz Al Saud
© REUTERS/ JONATHAN ERNST

— L’Iran sicuramente reagirà, perché c’è un’attesa di una risposta anche da parte della popolazione. Con questi attentati è stato toccato il nervo del nazionalismo persiano e quindi ci si aspetta una reazione da parte della Repubblica dell’Iran contro quest’azione, che viene vista come un’ingerenza del mondo arabo all’interno del mondo persiano.

Non si tratta più di una questione fra sciiti e sunniti, ma di un altro livello, fra arabi e persiani. Questa situazione porterà a mio avviso a delle ripercussioni molto gravi nella regione e dobbiamo aspettarci delle reazioni iraniane sia sul piano economico contro alcuni Paesi arabi del Golfo Persico, in particolare l’Arabia Saudita. Contro l’ISIS non c’è più di tanto da fare, perché  è già sotto attacco. Quindi le maggiori ripercussioni le vedrei proprio nei confronti dei Paesi arabi, in primis dell’Arabia Saudita.

https://it.sputniknews.com/opinioni/201706084603583-iran-nel-mirino-medio-oriente-a-rischio/

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