di   Luciano Lago

L’attacco missilistico iraniano effettuato in Siria , sulle basi terroriste a Deir El Zor, a circa 600 Km. di distanza dalle basi di lancio iraniane, con elevata precisione negli obiettivi raggiunti, segna uno spartiacque decisivo che eleva l’Iran quale potenza militare di livello regionale e internazionale di tutto rispetto.
L’attacco effettuato domenica scorsa costituiva un atto di rappresaglia dichiarato contro l’ISIS per gli attentati terroristici subiti a Teheran pochi giorni prima ed apertamente rivendicati dall’ISIS (17 vitime e 50 feriti ).

Tuttavia il messaggio che viene inviato dalle autorità di Teheran, secondo gli analisti militari, ha un doppio significato: da un lato l’Iran avvisa i gruppi terroristi di essere in grado di colpirli in qualsiasi parte della regione nei loro bastioni e dall’altro invia un segnale chiaro e preciso alle potenze regionali che utilizzano il terrorismo jihadista come leva per destabilizzare il paese persiano.

Il messaggio riguarda sia l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo (che notoriamente sponsorizzano il terrorismo islamista), sia Israele che parteggia per un attacco all’Iran, sia gli USA che dispongono di loro basi nel Golfo Persico. Tutti gli interlocutori sono avvisati che l’Iran non sarà un facile bersaglio dell’opera di destabilizzazione come lo è stata la Libia e come attualmente la sta subendo  la Siria di Bashar al-Assad, di cui l’Iran è uno stretto alleato.

I paesi del Golfo sono attualmente quelli più preoccupati, visto che si trovano a soli 400 Km. di distanza dalle basi misilistiche iraniane ( si tratta per lo più di rampe mobili) ma anche Israele manifesta grossi timori essendo a conoscenza da tempo che l’Iran possiede una serie di missili con una gittata di 1500 Km. ed altri che arrivano fino ai 2.000 Km., oltre al fatto che l’Iran, grazie alla sua azione di appoggio all’Esercito siriano, può disporre anche di basi di lancio in Siria, a soli 250/300 Km. dai principali obiettivi in Israele. Questo  fatto deve fare molto riflettere le autorità di Israele circa la possibiltà di attuare un attacco contro l’Iran che avrebbe gravi conseguenze per la sicurezza delle città e della popolazione israeliana.

Missili Iraniani

Questa azione dell’Iran aiuta lo Stato Siriano di cui l’Iran è uno stretto alleato e rafforza l’alleanza con la Russia che opera in Siria con le forze dell’esercito siriano e con le milizie sciite addestrate da comandanti iraniani della CGRI (Guardi Rivoluzione Iraniane). Il nemico comune è lo Stato Islamico che in realtà è la mascheratura di CIA e Servizi di intelligence sauditi, come reso evidente dagli ultimi avvenimenti.

Non è ancora chiaro se i 6 missili sparati dall’Iran siano missili da crociera o missili balistici, questi ultimi, oltre a disporre di una testata di parecchie centinaia di Kg. hanno anche meccanismi di autonavigazione che li rendono molto precisi.
Si è trattato indubbiamente di una manifestazione di forza che accresce il prestigio e la dissuasione di una potenza militare regionale di primo livello. Fino ad ora soltanto USA e Russia disponevano di missili in grado di colpire con precisione a simili distanze, nel Medio Oriente.

Questo attacco missilistico può essere considerato un avvertimento anche per gli USA che dispongono di basi nell’area del Golfo Persico e che non sarebbero immuni da attacchi di rappresaglia qualora l’Iran fosse attaccato da USA e Israele.
In particolare l’Iran mostra di essere ben al corrente del piano di USA e Arabia Saudita di voler infiltrare in territorio iraniano commandos dell’ISIS su imput dei rispettivi servizi di intelligence di Rijad e di Washington, nell’ambito della dichiarazione di guerra antiiraniana  pronunciata dal presidente Donald Trump, durante la sua visita a Rijad.
L’Iran dimostra di essere in grado di far pagare un prezzo molto alto a qualsiasi aggressore, in qualunque modo venga colpito.

Questo senza contare che i rapporti fra Russia e Stati Uniti si sono ulteriormente acutizzati dopo i vari  episodi di aggressione della coalizione USA contro le forze siriane, da ultimo con l’abbattimento ingiustificato di un aereo Sukoi Su-22 dell’Aviazione siriana, in violazione degli accordi di cooperazione esistenti fra le due parti per coordinare i voli sui cieli della Siria.

La Russia conta sempre di più sulla sua alleanza con l’Iran che ultimamente, oltre a fornire reparti d’elite di forze terrestri in Siria, ha messo a disposizione delle Forze aerospaziali russe una o più basi aeree sul  territorio iraniano e viceversa l’Iran si appoggia sulla Russia per una sempre più stretta cooperazione militare ed economica.

In sostanza, quello arrivato ieri da Teheran è stato un segnale molto forte  per la coalizione diretta dagli USA:l’asse Siria-Iran-Russia  si rafforza e non cede di fronte ai tentativi di aggressione perpetrati da Washington e da Rijad.

Fonti: Hispan TV

The Guardian

L’Iran, con il suo attacco missilistico in Siria, ha lanciato un doppio messaggio ai suoi nemici

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