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Questo nella foto è il super-yacht Serene, proprietà dell’appena nominato principe della Corona, e presto re del regno saudita, Mohammed ben Salman Al Saud di anni 31. Un acquisto famoso per il seguente motivo: Bin Salman, tanto amato ed apprezzato dal re papà, l’ha comprato usato per mezzo miliardi di euro, laddove era costato 330 milioni di euro a chi l’aveva comprato nuovo sei anni prima a Fincantieri, l’oligarca russo (j) della vodka Yuri Scheffler.

Questo acquisto dipinge il personaggio: strapieno di soldi senza una precisa idea di quanto valga il denaro, “impulsivo”, poco intelligente. Infatti, laddove altri principi sauditi hanno pur sempre conseguito una qualche laurea in Usa o a Londra, il giovane Bin Salman non ha titolo di studio. Potrebbe avere “un diploma di una scuola secondaria locale di cui si ignora che corrisponda studi verificabili” (Voltaire Net).

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E’ noto che qualche briciola dei soldi di cui il principino dispone con tanta larghezza finiscono nelle tasche dei giornalisti che scrivono su di lui un bell’articolo. Chissà se è per questo che Bin Salman è molto esaltato e lisciato da media importanti come il Washington Post.

https://www.washingtonpost.com/opinions/global-opinions/a-young-prince-reimagines-saudi-arabia-can-he-make-his-vision-come-true/2017/04/20/663d79a4-2549-11e7-b503-9d616bd5a305_story.html?utm_term=.7fa40ff9f9c4

Un altro motivo è che il giovinotto ha visitato Israele ed è in contatto costante con consiglieri israeliani. Che lo consigliano in tutto.

http://www.haaretz.com/middle-east-news/.premium-1.797007

Come ministro della guerra, è l’autore orgoglioso dell’aggressione allo Yemen, che nonostante tutti gli aiutini (bombardamenti, torture, armi) Usa e britannici e un volonteroso tentativo di genocidio che continua, si è trasformato in un disastro strategico. Ma siccome il re papà lo ama come pupilla dei suoi occhi, gli ha affidato anche l’economia del Paese. Lui ha annunciato, in una intervista all’Economist del 2016, di volere “una rivoluzione thatcheriana per l’Arabia Saudita”. Di fatto, s’è fatto scrivere il programma thatcheriano, basato sull’austerità, dalla McKinsey, a cui poi ha affidato completamente la gestione (fino al punto che in Arabia Saudita si parla del “Ministero McKinsey”, dei “consulenti-regnanti”-  il che forse spiega perché anche questo siano finito in disastro, riuscendo ad indebitare il regno prima attivo. Naturalmente, non è un segreto che Bin Salman abbia adesso in mente un altro grandioso progetto: la disfatta dell’Iran, con l’aiuto delle forze armate USA e i buoni consigli di Israele. Secondo i piani di Israele, della Cia e di Jared Kushner l’altro figlio di papà viziato che ha l’ultima parola presso Trump quando si tratta di Medio Oriente.

 

 

 

 

 

 

 

Vedrete che anche in questa impresa mieterà i successi che non gli sono mancati nelle precedenti. Data la giovane età, potrebbe durare sul trono anche cinquant’anni. Difficile però.

via InformazioneLibera

 

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