Che succede in Qatar? È il gas, bello

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Ziad Fadil, Syrian Perspective 5/6/2017

Ebbene, non sono le elezioni veramente oneste dell’Iran che hanno spinto l’emiro del Qatar Tamim bin Hamad Ali Thani a prestare fedeltà all’Iran. E neanche la più grande base militare degli USA nella regione, al-Udayd. Infatti, il passaggio all’Iran mentre ospita gli Stati Uniti sembrerebbe un’accoppiata improbabile, ma non se sei un mini-Stato sull’orlo dell’autodistruzione dalla posizione economica svantaggiosa. Vedete, gente, una volta terminato il gasdotto dall’Iran all’Iraq e alle coste della Siria, il gas del Qatar sarà così costoso che il Paese galleggerà sulle proprie riserve per un paio di anni prima d’implodere. Mai più Qatar. Hmm. Gli iraniani pensano, cosa succede se lasciamo il Qatar nell’affare? Che succede se condividiamo il gasdotto? Che succede se possiamo inserire un cuneo tra il Qatar e il resto della spazzatura araba sul Golfo? Non saremmo noi gli inglesi? E così è accaduto.
L’Iran ha deciso di dare al Qatar una quota dei diritti sul gasdotto in Siria e Damasco ha convenuto se il Qatar cessa di sostenere al-Qaida, SIIL e tutti gli altri gruppi di ratti come il Faylaq al-Rahman. Presto, gli inutili ufficiali del Qatar saranno ritirati dal MOK in Giordania. E meglio ancora, il Qatar ora è assolto da ogni ulteriore obbligo nella cosiddetta “coalizione saudita” sulla guerra assai impopolare contro lo Yemen. I sauditi ne sono indignati. Come può il Qatar sostenere la Fratellanza musulmana, gruppo di fondamentalisti islamici che si oppone profondamente al dominio della primogenitura o del dinasticismo? E come potrebbe il Qatar, alleata delle nazioni capricciose, affidarsi all’Iran sciita, principale nemico dell’Arabia Saudita nella regione? Come, anzi? Gli egiziani, così irritati dalle azioni del Qatar, accettano un assegno miliardario dall’Arabia Saudita per ritirare l’ambasciata da Doha. Anche il “governo” della Libia orientale si allontana. L’Arabia Saudita attacca il Qatar che ha una base statunitense? Sfortunatamente, a meno che gli Stati Uniti non tolgano i propri mezzi, che non costerebbe a Trump un penny. E come può l’Arabia Saudita farci qualcosa quando ha le proprie zampe impantanate nello Yemen? La politica crea dei corteggiatori strani, Stati Uniti e Iran in un menage a trois fatto per i libri di storia. Non vedo l’ora di sentire Trump spiegarlo. Non badate ai puzzatoi di Washington, nascondono deliberatamente i fatti ai merli della stampa. Patetico. Guardiamo e vediamo entro quando l’Arabia Saudita dovrà agire ora che il nemico, l’Iran, è al confine.

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Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora