In un articolo dell’ultima edizione del The New Yorker si scrive che “per la prima volta dall’inizio della guerra in Siria, i combattenti appoggiati dall’Iran sono riusciti a conquistare un percorso diretto tra le frontiere iraniane e la costa del Mediterraneo”, ha indicato il settimanale.  Si tratta di un collegamento diretto che mette in comunicazione la frontiera iraniana con il Mar Mediterraneo.

Secondo la pubblicazione, questo grande privilegio corrisponde alla recente avanzata delle forze alleate dell’Iran tanto sul terreno iracheno come sul territorio siriano che hanno sbaragliato i gruppi terroristi come l’ISIS. Il grande obiettivo della corsa ad est delle forze siriane era il controllo del confine iracheno.

Alla luce di questi sviluppi, si comprende meglio quale sia stata la tattica del comando siriano-russo-iraniano : bloccare le truppe dei fantocci filo-statunitensi dell’ESL in combattimenti secondari, vicino al confine con la Giordania, per aggirarli più ad est verso il confine iracheno. Gli statunitensi a quanto pare non se ne erano accorti.
La rapida avanzata delle forze siriane ed alleate ha aggirato le due basi degli USA e ha neutralizzato completamente i fantocci degli Stati Uniti, a quanto pare con la presenza di forze speciali russe per scoraggiare bombardamenti accidentali.

La conquista del confine Iracheno-siriano rende possibile il collegamento con le unità di Mobilitazione Popolari sciite, le forze che hanno sbargliato il Daesh dalla parte irachena, a Mosul e dintorni. La probabile mente strategica che ha diretto le operazioni è stata quella del generale iraniano Soleimani, ricomparso non a caso fra le sue truppe, una volta avvenuta la conquista del confine.

Forze sciite sul confine Iraq-Siria

La rete di strade che inizia dalla frontiera iraniana con l’Iraq e percorre tutto il paese fino alla Siria, è stata assicurata la scorsa settimana quando i combattenti sciiti pro iraniani hanno catturato l’ultima serie di vallate irachene vicine alla frontiera siriana”, spiega la pubblicazione The New Yorker.
Citando Fabrice Balanche, dell’Istituto Washington per la politica del Medio Oriente, l’articolo mette in risalto che “è un percorso iraniano” e aggiunge che gli iraniani possono andare dalla frontiera irachena fino al Mediterraneo.

Dopo aver sottolineato la cruciale importanza di questo grande vantaggio strategico, segnala che la rotta terrestre unisce tutti gli alleati dell’asse della Resitenza nella zona, ovvero Hezbollah, il Governo di Damasco e il Governo di Baghdad.

In relazione a questo, si fa conoscere il grande scontento delle autorità della regione semiautonoma del Kurdistan iracheno, i quali richiedono aiuto al presidente statunitense, Donald Trump, di fronte a questa situazione.

Rimane il fatto, riconosciuto da tutti gli osservatori, che i governi di Damasco e di Baghdad, alleati contro i gruppi terorristi, sono stati gli unici a combattere sul terreno i terroristi mentre altri (gli USA e Israele) facevano il “doppio gioco”. La sconfitta dei terroristi takfiri va a beneficio dei loro popoli, della sicurezza e della pace nella regione, con il contributo essenziale dato dall’Iran e dalla Russia ed dai loro alleati in Siria ed in Iraq.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione e sintesi: Luciano Lago – Controinformazione

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