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Il primo ministro del regime israeliano, Benyamin Netanyahu, durante alcune osservazioni fatte ieri con i giornalisti -dopo aver incontrato il presidente francese Emmanuel Macron- ha espresso la sua opposizione all’accordo di cessate il fuoco in Siria, raggiunto con la Russia, USA e Giordania.

Si tratta di un accordo tra i presidenti di Russia e Stati Uniti, Vladimir Putin e Donald Trump, nel loro primo incontro riunione a margine del vertice del Gruppo dei 20 (G20) di Amburgo.

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Trump parallelamente alla riunione e Putin aveva anche raccolto esperti provenienti da Russia, Stati Uniti d’America e la Giordania ad Amman per firmare un memorandum sulla creazione di uno spazio di de-escalation nella regione di Daraa, Al-Quneitra e Al-Sweida (sud-ovest della Siria), che governava il cessate il fuoco.

Come riportato dal quotidiano israeliano Haaretz, Netanyahu ha giustificato la sua opposizione a tale accordo, dicendo che “non permetterà gli iraniani di estendere la propria presenza nella regione”, durante una conversazione telefonica con il Segretario di Stato, Rex Tillerson per esprimere la sua profonda preoccupazione e ha annunciato che avrebbe fatto lo stesso con Putin.

Haaretz, inoltre, ha citato un alto funzionario israeliano, parlando a condizione di anonimato ha definito l’accordo “molto cattivo” e contro gli interessi della sicurezza del regime, dicendo che “è la creazione di una realtà inquietante”, nel sud della Siria.

Si ricorda che Israele era anche in disaccordo con un altro accordo – poi fallito sulla tregua in Siria raggiunto tra Mosca e Washington nel mese di settembre 2016 – sui timori che il patto potrebbe trasformarsi in Siria in un campo degli oppositori di Israele, vale a dire l’Iran, Hezbollah.

via L’Antidiplomatico

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