Esattamente nel trentasettesimo anniversario della sua scoperta e neutralizzazione il “Centro Documentazione della Rivoluzione Islamica” ha pubblicato riproduzioni di minute, messaggi e altri documenti originali che provano oltre ogni ragionevole dubbio che il Complotto della Base Aerea Nojeh, tentativo di elementi monarchici e reazionari di abbattere la Repubblica Islamica Iraniana sorta dalla Rivoluzione del 1979 aveva la piena conoscenza e il totale sostegno del governo americano di Jimmy Carter, che sperava di ottenere la liberazione dei prigionieri presi nell’ambasciata di Teheran prima delle elezioni di novembre (dove il Presidente in carica sarebbe stato sconfitto da Ronald Reagan e George Bush Sr.).

I cospiratori, guidati da Parigi dall’Ex-premier Shapour Bakhtiar,  comprendevano il Colonnello Mohammad Baqir Baniamir, l’affarista Manoucher Ghorbanifar, il Colonnello Hadi Izad, i Generali Saeed Mahdioun e Ayat Mohaqeqi (gli ultimi tre tutti candidati al cappio del boia) volevano bombardare la residenza dell’Ayatollah Khomeini con due jet “Phantom” proprio come fece Pinochet col Palazzo della Moneda nel 1973 (chiaro segno della “regia” CIA del complotto) e quindi avrebbero spalancato le porte del paese a un’invasione esterna (chiaramente da parte irakena).

Erano arrivati a favorire un piano di sabotaggi a largo raggio, tanto che tra le unità corazzate schierata nell’Ovest del paese nei giorni precedenti alla scoperta del piano si contavano meno di trenta carri armati in grado di funzionare.

Fortunatamente il loro piano diabolico venne scoperto e sventato; in seguito l’Ayatollah Khomeini, parlando dalla sua casa di Jamaran Huseiniyeh disse che, anche se i jet fossero decollati e lui fosse stato ucciso, la popolazione iranaia, insorgendo, avrebbe sventato il complotto e la Rivoluzione Islamica sarebbe proseguita, anche senza la sua presenza.

via PalestinaFelix

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