Pechino sta per concludere una serie di mega-contratti con Damasco per la ricostruzione post-conflitto delle infrastrutture in Siria.
A metà luglio, centinaia di ingegneri e specialisti cinesi si sono radunati al Syria day expo organizzato dalla China-Arab Exchange Association in collaborazione con l’ambasciata siriana, per definire progetti ed investimenti.

Proprio l’ambasciatore siriano a Pechino, Imad Moustapha, nel corso del China-Arab Exchange, ha tenuto a ricordare che la Cina, insieme a Russia ed Iran, sarà tra i primi Stati ad essere favoriti nella ricostruzione del Paese.

Oltre ad aeroporti, porti, centrali elettriche e rete energetica, la Cina ripristinerà l’intera rete stradale e ferroviaria nonchè quella idrica della Repubblica Araba di Siria.

Bandiere cinesi

Qin Yong, vice presidente del China-Arab Exchange, ha dichiarato che Pechino intende investire ben 2 miliardi di dollari solo per la costruzione di un parco industriale a Damasco che ospiterà 150 aziende cinesi.

Dall’inizio del conflitto la Cina ha sempre fatto molto per rafforzare i rapporti di “amicizia” con la Repubblica Araba.

Nella guerra ha sempre mantenuto un profilo molto basso, ha sostenuto la ricerca di una soluzione pacifica e si è opposta sia all’utilizzo delle armi chimiche che all’intervento militare di altri paesi, primo fra tutti gli Stati Uniti.

Lo scorso Febbraio Pechino ha stanziato 16 milioni di dollari (110 milioni di yuan) in aiuti umanitari alla Siria. Un gesto sicuramente strategico, che ha permesso di aprire la strada alla possibilità di investire in un Paese che, prima della guerra, era a margine degli investimenti cinesi.

di Redazione

Fonte: Il Faro sul Mondo

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