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Più di diecimila combattenti nelle province di Hama, Homs e Idlib sono disposti a negoziare per combattere contro al Nusra, ha detto il capo del consiglio nazionale per la pace e la riconciliazione in Siria, lo sceicco Saleh Naimi.

Secondo Naimi, sono pronti a combattere i terroristi in caso di “sostegno diretto dalla Russia”.

“Se parliamo di numeri, sono migliaia. Ho un elenco di 6700 persone, ma il numero è superiore a 10mila. A Rastan e Talbis, nella provincia di Homs, Hama e Idlib. Guidati da noi, hanno creato un coordinamento politico del comitato. Vogliamo al più presto un incontro ad Ankara tra l’opposizione armata e la controparte russa,  dove i militanti diranno per chi combatteranno. Ho chiesto a questi comandanti di sollevare le loro bandiere, sono pronti a partecipare alla liberazione di Deir-ez-Zor. La questione è molto grave e non può aspettare” ha detto Naimi.

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Secondo lui, ad Ankara circa due settimane fa, è arrivato un gruppo di comandanti della cosiddetta opposizione armata moderata, pronti a incontrare l’ambasciatore russo in Turchia e l’addetto militare, non appena avranno l’autorizzazione dalla parte russa.

“Io ve lo dico e potete non crederci: l’opposizione armata vuole la riconciliazione e vuole finire la guerra, sono più del 90%. Vogliono tornare ad una vita tranquilla e ottenere l’amnistia. Ma hanno paura e non si fidano. Il nostro compito è quello di creare una squadra che dia loro un senso di fiducia” ha sottolineato Naimi.

Secondo lui, Damasco “eseguirà le sue promesse con onore”, la Russia  è “un giocatore internazionale e svolge un ruolo molto importante nella crisi siriana”. Il capo del comitato nazionale ha sottolineato che la direzione non renderà noti i contatti dei rappresentanti delle varie opposizione, i dati delle attività sono finalizzati in primo luogo alla ricerca di modi per porre fine alla crisi.

Il comitato nazionale per la pace e la riconciliazione  è una struttura non governativa, composta da rappresentanti di tribù arabe e funge da intermediario tra il governo siriano e i capi armati dell’opposizione per la riconciliazione, per scambio di prigionieri e la consegna di aiuti umanitari in aree sotto controllo dei militanti.

In Siria c’è anche il ministero della riconciliazione, che attraverso intermediari, è in trattative con i cittadini della Siria che combattono a fianco dei terroristi. Nell’ambito del programma nazionale di riconciliazione si chiede ai cittadini di consegnare le armi e compiere un processo di riabilitazione per tornare ad una vita tranquilla, dopo aver ricevuto l’amnistia per decreto del presidente Bashar Assad.

via Sputnik

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