L’Onu ha dichiarato che in Yemen la catastrofica situazione sta evolvendo nella peggiore crisi umanitaria mondiale, aggravata dai continui bombardamenti. Mercoledì, un comunicato congiunto di Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), Unicef e Wpf (Programma Alimentare Mondiale), ha affermato che in Yemen è in atto la peggiore epidemia di colera nel corso della più grande crisi umanitaria del mondo.

Il comunicato è stato stilato dopo che i rappresentanti di Oms, Unicef e Wpf sono giunti nel Paese lunedì, visitando Aden e Sana’a. Stando ai funzionari, solo negli ultimi tre mesi sono stati registrati 400mila casi di colera con circa 1900 decessi; una situazione destinata a peggiorare perché le strutture sanitarie sono state compromesse da oltre due anni di guerra, con continui attacchi aerei alle infrastrutture e il blocco imposto dall’Arabia Saudita, che ferma l’ingresso di aiuti, cibo e medicinali.

Nel rapporto dei funzionari è specificato che lo Yemen è sull’orlo della carestia, con oltre il 60% della popolazione che fatica a trovare cibo e 3,3 milioni di persone, di cui 2,1 bambini, affetti da malnutrizione acuta. Una debilitazione che li rende inermi dianzi al colera, innescando un orribile circolo vizioso che moltiplica le vittime.

Nella loro visita, i dirigenti delle Agenzie dell’Onu hanno riscontrato come infrastrutture vitali, quali strutture sanitarie e idriche, siano state sistematicamente prese di mira dagli attacchi aerei e dagli atti di guerra della coalizione saudita, rimanendo gravemente danneggiate o distrutte.

Nel collasso generale, che viene notato soprattutto nelle aree dell’Est o del Sud del Paese, occupate dalla coalizione a guida saudita o dalle bande qaediste, ad aggravare il quadro s’aggiunge il fatto che oltre 30mila operatori sanitari non ricevono stipendio da più di dieci mesi; tuttavia molti di essi continuano egualmente a prestare servizio, malgrado manchino di tutto, per dare un minimo d’assistenza alla popolazione preda del colera, coinvolta negli attacchi aerei e negli scontri o comunque aggredita dalle malattie che stanno proliferando incontrollate.

I funzionari dell’Onu hanno sottolineato che in Yemen quasi l’80% dei bambini ha necessità d’immediata assistenza umanitaria, in una situazione complessiva in rapido peggioramento, che vede migliaia di persone contagiate ogni giorno. A conclusione del rapporto, viene dichiarato che se non giungono aiuti massicci ed immediati, la catastrofe diverrà irreversibile compromettendo il Paese e soprattutto le future generazioni.

È dal marzo del 2015 che lo Yemen è stato aggredito da una coalizione guidata dall’Arabia Saudita, ed è oggetto di una brutale campagna di bombardamenti terroristici nel tentativo di piegare la popolazione e schiacciare il Movimento Ansarullah, per rimettere al potere l’ex presidente Mansur Hadi, un fantoccio nelle mani di Riyadh.

Gli attacchi aerei indiscriminati e l’aggressione dei tanti eserciti mercenari pagati dall’Arabia Saudita hanno compromesso gravemente le infrastrutture dello Yemen, allo stato di gran lunga il più povero dei Paesi Arabi, mietendo vittime civili a migliaia, fra cui molte donne e bambini, nel silenzio di media e comunità internazionale.

Il Movimento Ansarullah si è insediato nella capitale Sana’a nel 2014, quando l’allora presidente Mansur Hadi si è dimesso ed è fuggito a Riyadh, prima di essere riportato ad Aden dalle truppe saudite e dai loro alleati. Al momento, il Movimento sta guidando la Resistenza dello Yemen contro l’aggressione saudita, e attorno ad esso si è coagulato il crescente consenso di un Popolo martoriato, ma deciso a lottare per il proprio Paese.

di Salvo Ardizzone

Fonte ilfarosulmondo.it

via NincoNanco

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