“Dopo più di 10 anni di combattimenti contro gli estremisti islamici in Iraq e in Afghanistan l’esercito degli Stati Uniti rispolvera le esperienze dell’epoca della guerra fredda in Europa orientale, sul territorio un tempo difeso dall’armata rossa” riporta il corrispondente del New York times Eric Schmitt dal poligono “Novo-Selo” in Bulgaria.

“L’adattamento alle nuove minacce richiede cambiamenti su larga scala” dice l’autore. “Centinaia di carri armati e blindati color sabbia vanno riverniciati verde scuro affinché si confondano con la natura europea. I soldati abituati ad agire in vaste basi sicure in Iraq e Afghanistan adesso dovranno fare pratica nell’utilizzo di reti di camuffamento per nascondere le proprie posizioni ed evitare di essere rintracciati dai droni i quali possono condurre attacchi con missili e razzi contro personale e punti di comando.

“Le esercitazioni di dieci giorni dello scorso mese, alle quali hanno preso parte più di 25.000 soldati americani e alleati distribuiti tra i tre ex paesi del Patto di Varsavia, Ungheria, Romania e Bulgaria, hanno permesso di vedere come una generazione di vecchi comandanti hanno rispolverato avanzate tattiche e strategie, un tempo utilizzate per contrastare le truppe sovietiche” si legge nell’articolo. “I comandanti addestrano le giovani truppe, i quali hanno soprattutto combattuto contro l’ombra del terrorismo in Medio Oriente e in Asia Sud-Occidentale dopo gli attacchi dell ’11 settembre 2011”.

Come comunica il giornalista, il generale luogotenente Frederick Hodges, comandante delle truppe di terra USA in Europa, ha escluso la possibilità di una guerra tra Occidente e Russia. Tuttavia ha detto che Putin probabilmente continuerà a sostenere le forze per mantenere gli eserciti e i governi occidentali in condizione di instabilità. “Non andrà via per lungo tempo”, cita l’autore Hodges, che il mese prossimo va in pensione dopo 37 anni di carriera nell’esercito. “È resistente ai colpi di stato”.

I centri di formazione dell’esercito americano “in California, Louisiana e Germania ora includono più scenari che riproducono le forze russe, anche se nelle simulazioni si fa attenzione attribuendo alle forze nemiche nomi fittizi, per evitare un ulteriore peggioramento delle relazioni tra Washington e Mosca” osserva il giornale.

Il giornalista comunica che, nell’ambito delle esercitazioni locali dal costo di 40 milioni di dollari sotto il nome di Saber Guardian, la più grande d’ Europa quest’anno, più di 1000 soldati e centinaia di veicoli hanno viaggiato per circa 1200 miglia in Europa.

“Per gli eserciti dei paesi europei orientali, molti dei quali usano ancora armamenti di produzione russa, queste esercitazioni con gli americani e i paesi occidentali migliorano la coordinazione e la fiducia, nonché rappresentano una concreta garanzia di supporto da parte degli alleati” ha detto Schmitt.

“Abbiamo ottenuto la certezza sul fatto che non siamo soli qui sul fianco orientale della NATO” riporta l’autore le parole del generale di brigata Teo Toadera, ufficiale dell’aeronautica militare rumena, il quale ha diretto le esercitazioni del suo paese da una vasta base aerea vicino a Costanza, sul mar Nero.

“Tuttavia, ci sono stati un paio di incidenti, ma queste esercitazioni sono pensate per la loro identificazione” riferisce il giornalista. “Il generale Hodges, ad esempio, non ha nascosto la sua insoddisfazione a causa di alcuni ritardi che le sue forze hanno incontrato nel continente”. “Abbiamo bisogno di più libertà di movimento”  cita l’autore le parole del comandante dell’esercito degli USA in Europa.

via Sputink

loading...