‘152 civili uccisi ad Idlib dall’aviazione russa’. Smontata l’ennesima manipolazione mediatica

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In effetti, le accuse nei confronti dei russi di aver provocato la morte di almeno 150 civili siriani nelle operazioni intraprese nei giorni scorsi e, nonostante le manipolazioni, soffrono di una evidente credibilità.

Generalmente, in tali casi che coinvolgono tanti civili, i ‘Caschi bianchi’ lavorano per accompagnare le loro azioni di soccorso con la massima copertura mediatica.

Tuttavia, questa volta non ha portato a nulla di concreto.

Nessuna foto o illustrazione può essere trovata nei siti di notizie o nei canali televisivi noti per la loro linea editoriale ostile al governo siriano su queste peesunte vittime civili.

Il video pubblicato dalla ‘Civil Defense’ di Idlib mostra le operazioni di soccorso realizzate dai ‘Caschi Bianchi’ e le cui uniche vittime sembrano essere miliziani. Inoltre, è chiaro che l’area bombardata è lontana da quartieri o aree residenziali.

Con la pubblicazione sulla sua pagina del video in questione, il sito dell’opposizione siriana Enab Baladi, riconosce onestamente che questi sono i luoghi dove si concentra la milizia Faylak al-Sham legata al Free Syrian Army (FSA), bombardata lo scorso 23 Settembre. Il quotidiano in lingua araba con sede a Londra, Al-Hayat, menziona che 45 nelle fila di questi miliziani sono stati uccisi.

Ora, il sito del canale televisivo del Qatar Al-Jazeera maestro nell’arte della manipolazione mediatica in Siria, prende in prestito questo video e cattura l’unica immagine che illustra il suo articolo sui presunti civili uccisi, ma non si sa dove. Tagliato fuori dal suo contesto, induce il suo spettatore in errore, facendo credere che sia un civile.
Sempre parlando di vittime civili, il sito del quotidiano arabo Al-Araby, sempre finanziato dal Qatar, con sede a Londra, comunica che ci sono vittime civili e come prima immagine del video mostra un bambino salvato, distruzioni causate da incursioni senza alcuna vittima tra la popolazione.

Per quanto riguarda la televisione saudita al-Arabiyyat, riprende la versione dei 152 civili uccisi e 279 che sarebbero stati salvati, ma evita di pubblicare le immagini inerenti. Inoltre, l’immagine che accompagna il suo articolo è tratto dai suoi archivi e non ha nulla a che vedere con l’evento in questione.

Anche su ‘France 24’ si parla della morte di decine di persone tra cui 12 bambini, e non mostra nulla, nemmeno un ferito.

Mentre su Sky News, la copertura è certamente più capziosa. L’articolo riporta diverse dozzine di persone uccise, senza specificare se siano civili o miliziani. L’unica illustrazione che accompagna l’articolo è quella dei civili salvati che sembrano indenni.

Per quanto riguarda le trasmissioni televisive dell’opposizione siriana dalla Turchia, Orient News, ha semplicemente sottolineato che gli obiettivi bombardati sono infrastrutture vitali: i centri di difesa civile con decine di auto, alcune delle quali erano stati costruiti nel cuore di una montagna, stazioni elettriche. In nessun momento si è fatta un’allusione ai nascondigli dei “ribelli” bombardati.

Oggi, il ministero degli Esteri russo ha negato che i suoi attacchi aerei nella provincia di Idleb abbiano causato la morte di molti civili.

“Per evitare vittime civili, i piani aerei russi non colpiscono le aree abitative”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito russo Igor Konachenkov. “Essi mirano a basi terroristiche,veicoli e magazzini di armamenti, la cui posizione è confermata da diversi canali di intelligence”, ha spiegato l’alto ufficiale russo.

“Il gruppo di difesa civile siriano, citato come fonte dall’agenzia britannica Reuters, non è altro che quello dei caschi bianchi”, ha aggiunto il militare russo. “I tentativi degli inglesi di rendere questi criminali di guerra, sotto una nuova etichetta, per una fonte oggettiva di informazioni sono solo manipolazioni per i neofiti”, ha ribadito.

È chiaro che una campagna di manipolazione viene lanciata regolarmente ogni volta che le forze governative siriane o i loro alleati tentano di avviare la loro operazione verso la provincia in cui la maggior parte dei “ribelli” dei gruppi come ‘Fronte Fatah al-Sham, ex Fronte al-Nosra, ramo di al-Qaeda in Siria, sono ora confinati, provenienti dalle altre province liberate dalle forze siriane.

via L’Antidiplomatico