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Da Ninco Nanco Blog

Arrestato, su ordine della Francia al Senegal, per aver bruciato una banconota di Franco CFA.

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Kemi Seba nasce a Strasburgo nel 1981, affascinato dalla personalità di Malcolm X, si ritaglia subito un ruolo da attivista nonostante la giovane età. Dopo aver vissuto diversi anni in Francia, nel 2011 si trasferisce definitivamente in Senegal dove raggiunge vari gruppi tra cui il movimento mondiale della gioventù panafricana per gli Stati Uniti d’Africa e l’Afrikan Mosaique, che promuove il ritorno in Africa dei migranti.

Non è una questione di destra o sinistra, o di razzismo la sua lotta, secondo kemi: “Nell’Ottocento le forze progressiste giustificavano il colonialismo nel nome della civilizzazione delle razze inferiori, oggi invece i cosiddetti anti-razzisti di sinistra sono i primi a sostenere le guerre in Medio Oriente e in Africa”. Anche sulle società multiculturali Kemi Seba è fortemente critico: “la convivenza arricchisce, ma la coabitazione forzata può portare alla distruzione” ed è il motivo che lo ha spinto a diventare un sostenitore della “remigrazione”.

Kemi Seba lotta per l’abolizione del Franco CFA, ovvero la moneta imposta tutt’oggi dalla Francia a 14 ex colonie africane: Mali, Benin, Camerun, Costa d’Avorio, Ciad, Niger, Burkina Faso, Repubblica Centrafricana, Congo, Gabon, Guinea-Bissau, Guinea Equatoriale, Senegal e Togo. Secondo Kemi Seba questa moneta, in vigore dalla fine della II guerra mondiale, è il mezzo principale attraverso il quale la potenza francese continua a soggiogare l’economia delle ex colonie. In base agli accordi stipulati infatti, il valore del Franco CFA è ancorato a quello dell’euro, e quindi impedisce agli stati africani di svalutare la propria moneta per rilanciare l’economia e la produzione attraverso le esportazioni. Una pratica coloniale pura se si pensa che il tutto comprende la partecipazione delle autorità francesi nella definizione della politica monetaria della zona CFA.

Durante la sua ultima potreste per restituire ai paesi africani l’indipendenza monetaria e quindi anche economica, ha bruciato alcune banconote di Franco CFA. La Francia per ne ha chiesto l’arresto per questo e il governo senegalese ha prontamente eseguito. Seba è stato rinchiuso e detenuto per diverse settimane, prima di essere rilasciato. È evidente che è stato solo un pretesto, figuratevi se si finisce in cella per questo, hanno voluto dare una lezione al ribelle Seba che non abbassa più la testa ai padroni.

Seba lotta contro un nemico gigante, in molti sono morti (uccisi) per questa questa questione (vedi Sankara o anche Gheddafi), troppi interessi e dovete sapere che le banche commerciali europee cambiano Euro con Franchi CFA e viceversa senza fare troppo storie. Se un cambio esageratamente basso tra Euro e Franco CFA fa sì che i lavoratori africani in Europa anche se sottopagati riescono a mantenere le loro famiglie con pochi euro in Africa a favore del “Capitale” di cui tanto parla il filosofo Fusaro. (Come dice sempre il mio collega…”è tutto un gioco”)

La Francia e l’Europa acquistano, a prezzi stracciati, pietre preziose, legnami pregiati, petrolio ed uranio dai paesi della Françafrique, impedendo a questi di camminare con le proprie gambe, e causando l’emigrazione, le guerre e tutto il marcio che ancor oggi riempie la nostra società che si è evoluta soltanto in ambito tecnologico.

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