Il riavvicinamento tra l’Iran e la Turchia rende Israele sempre più isolata in M.O.

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L’Istituto di Studi Srategici di Sicurezza Nazionale (INSS) dell’Università di Tel Aviv ha pubblicato una analisi dei rischi e delle sfide che un avvicinamento più stretto tra Teheran e Ankara potrebbe creare per il regime di Israele.
Gli autori di questa analisi ritengono che, dopo vari anni di disaccordo su molte questioni tra Iran e Turchia, specialmente per quanto riguarda la guerra in Siria, adesso ci sono molti segnali di una ritrovata cooperazione fra i due paesi  
Per quanto riguarda la Siria, gli avvvenimenti sviluppatisi sul terreno hanno motivato la necessità di un riavvicinamento tra l’Iran e la Turchia ed una crescente cooperazione in particolare con la Russia.

I fattori determinanti sono: 1) il successo ottenuto da Iran e Russia nell’assicurare il consolidamento del governo di Damasco; 2) la cooperazione tra gli USA e i curdi siriani; 3) le comuni preoccupazioni circa le conseguenze derivanti dagli sforzi delle autorità della Regione Autonoma del Kurdistan per ottenere l’indipendenza e la decisione della Turchia di inviare forze armate in Siria per impedire questo sviluppi.

L’anno trascorso ha visto evidenti progressi nel processo graduale di ravvicinamento tra la Turchia e l’Iran e, secondo le parole del presidente iraniano Hassan Rouhani, “Una nuova era della cooperazione militare e difesa tra i nostri due paesi è iniziata”. Alcuni degli esempi più importanti di questo ravvicinamento includono la visita storica del capo di Stato iraniano a Ankara nell’agosto 2017, prima visita di questa natura dalla rivoluzione islamica nel 1979; l’incontro dei presidenti Rouhani e Recep Tayyip Erdogan durante i colloqui di Astana (9 settembre); inoltre l’accordo raggiunto dai due leader e quello della Russia per quanto riguarda la zona di de-escalation intorno a Idlib (16 settembre), di cui questi tre paesi sono patrocinatori e garanti.

Inoltre, Erdogan prevede di visitare l’Iran (il 4 ottobre). Nella sfera economica, l’Iran, la Turchia, e la Russia hanno firmato un accordo a tre vie sul petrolio e sul gas per la perforazione in Iran – una questione importante per la Turchia, che non ha fonti di energia significative all’interno delle sue frontiere. Questo riavvicinamento positivo viene dopo anni di tensioni riguardanti la guerra in Siria, dove l’Iran ha sostenuto il regime di Assad con invio di combattenti, forniture di armi e finanziamenti. Mentre la Turchia (come Israele) ha sostenuto fortemente le fazioni dell’opposizione che combattono contro Assad, l’Iran ha invece a tutti gli effetti assicurato la continuazione del regime.

L’interesse della Turchia è principalmente relativo alla questione kurda e in particolare allo sforzo per garantire che i curdi non saranno in grado di istituire un’entità indipendente nel nord della Siria, in particolare in vista della loro stretta cooperazione militare con gli Stati Uniti nella guerra contro lo Stato islamico, che attualmente si concentra sulla presa al-Raqqah. Tuttavia, grazie all’accordo raggiunto nei colloqui di Astana riguardanti Idlib, la Turchia acquisirà uno status che rafforzerà la sua posizione nella Siria settentrionale al di là della sola questione curda.

Forze turche in Siria

Gli autori del rapporto ritengono che il processo di riavvicinamento, che si sta sviluppando con sempre maggiore intensità fra i due paesi, non è negli interessi di Israele e si va ad aggiungere agli altri problemi che già esistono nelle relazioni tra Tel Aviv e Ankara: le relazioni della Turchia con Hamas, la posizione di Ankara sull’escalation di tensioni circa gli avvenimenti di Al Quds (Gerusalemme), le deboli relazioni della Turchia con l’Egitto e la sua posizione di appoggio al Qatar nella crisi fra Doha e i suoi vicini arabi (Arabia Saudita e soci) nel sud della penisola araba.

Il nuovo ravvicinamento tra la Turchia e l’Iran coincide con il ravvicinamento simile tra la Turchia e la Russia, che ha permesso i colloqui in Astana e la conseguente coinvolgimento della Turchia nell’accordo in Siria. Questo orientamento della Turchia non ha mancato di causare anche tensioni tra Ankara e Washington in relazione anche alla decisone di Erdogan di procedere per suo conto a dotarsi di sistemi di difesa aerea russi, sottraendosi alle direttive della NATO ed ai precedenti accordi con gli USA.

Nonostante tutto, gli autori di questa analisi scrivono che l’intensità della minaccia che si profila su Israele per causa della crescente cooperazione tra Turchia ed Iran non deve essere esagerata, visto che Israele ancora può confidare nei limiti di questo riavvicinamento e sulle questioni che continuano a dividere Ankara da Teheran.

Tutttavia una cosa è certa: se israele sperava che la Turchia condividesse le sue preoccupazionmi e timori rispetto a Teheran, sembra che l’attuale  riavvicinamento tra la Turchia e l’Iran stia evitando questa possibilità e contribuisce ad un maggiore isolamento di Israele nella regione.

Fonte: INSS.org

Traduzione e sintesi : Luciano Lago

via Controinformazione