Lo Yemen del sud sotto occupazione degli Emirati Arabi Uniti

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FONTE ARTICOLO

Da Aden a Abyan, Lahj e Dhaleh fino Shabwa, Hadramout e Socotra, l’occupazione degli Emirati Arabi Uniti nel sud dello Yemen si estende a tutti i livelli, serrando così il cappio sulle fonti di ricchezza.

Questo piccolo stato del Golfo, che si è formato solo pochi anni dopo che è stato conosciuto come gli “Stati della Tregua” o “Costa dei Pirati”, sembra essere soddisfatto del titolo che è stato dato affidato dal Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, James Mattis. Si è preso una “piccola Sparta” e il principe della sua capitale Abu Dhabi, Mohammad ben Zayed, agisce come se fosse il re di Sparta, i cui eserciti tornavano sempre vittoriosi.

Ma questo piccolo invasore non vuole che la sua colonia sia identica all’emirato che vive nel lusso e che ha creato un ministero per la felicità. Quello che conta per gli Emirati nello Yemen meridionale è il saccheggio della ricchezza e il suo dominio.

Pertanto, non sorprende che gli Yemeniti meridionali trovino tutto ciò che l’Emirati gli ha promesso, in cambio della loro lotta contro gli Houthi, semplici sogni e illusioni. Il loro “partner” (gli Emirati), invece, ha amplificato la situazione aggiungendo nuovi problemi alle crisi già esistenti.

Le condizioni di vita si sono deteriorate, le strutture essenziali, inclusa la magistratura, sono state paralizzate, i giovani sono stati mandati in prima linea per svolgere l’agenda di Ben Zayed, il numero di prigioni e centri di detenzione è cresciuto. Tutto ciò ha aperto la porta ai vecchi colonizzatori ‘britannici’ ed ai nuovi invasori statunitensi.

In risposta a queste pratiche, l’opinione pubblica dello Yemen meridionale ha osato chiedere il rifiuto della presenza UAE, definendola occupazione. In questi appelli hanno anche chiesto una revisione della “partnership con la coalizione araba” e ciò che ha portato nello Yemen meridionale.

Ma questo movimento ha ancora bisogno di crescere all’interno della milizia a pagamento degli Emirati, per dare i suoi frutti.

via L’Antidiplomatico