Tony Cartalucci, LD, 9 aprile 2018

Dopo aver fallito completamente nel creare sostegno pubblico all’attacco alla Siria dopo il presunto attacco chimico a Duma, a nord-est di Damasco, gli Stati Uniti sembrano aver immediatamente aggirato il diritto internazionale, a quanto pare incaricando gli agenti a Tel Aviv di attaccare la base aerea T-4 in Siria. I media occidentali riferivano degli attacchi missilistici alla base aerea in Siria. CBS nell’articolo, “Gli USA negano l’attacco missilistico in Siria, la Russia indica Israele“, affermava: “I missili hanno colpito una base aerea nella Siria centrale, ma il Pentagono rapidamente smentiva le affermazioni dei media siriani secondo cui gli attacchi erano “un’aggressione statunitense”. Secondo gruppo di monitoraggio della guerra miliziani sostenuti dall’Iran sono stati uccisi nell’attacco, la Russia accusava aviogetti israeliani del lancio dei missili”.

Un attacco israeliano è sempre un attacco degli Stati Uniti
Tuttavia, indipendentemente da chi l’effettuava, ogni attacco viene sempre ordinato dagli Stati Uniti. I politici statunitensi, che cercano il cambio di regime in Siria e nell’alleato Iran da decenni, hanno meticolosamente preparato i piani per terrorismo occulto, provocazioni, finti accordi di pace e persino uso d’Israele come mezzano degli attacchi degli Stati Uniti che inizialmente non possono giustificare o fare avere un sostegno pubblico. Nel documento della Brookings Instittution del 2009, “Quale percorso per la Persia? Opzioni per una nuova strategia americana verso l’Iran“, i politici statunitensi dichiaravano nella sezione intitolata “Consentire o incoraggiare un attacco israeliano” che: “...il vantaggio più saliente di tale opzione rispetto a una campagna aerea statunitense è la possibilità che solo Israele venga accusato dell’attacco. Se ciò dovesse dimostrarsi vero, allora gli Stati Uniti potrebbero evitare una rappresaglia iraniana o contraccolpo diplomatico che accompagnerebbe l’operazione militare statunitense contro l’Iran. Potrebbe permettere a Washington di avere la sua parte (ritardare l’acquisizione dell’arma nucleare da parte dell’Iran) e usarla (evitando di minare altre iniziative diplomatiche regionali degli Stati Uniti)”. Il rapporto affermava anche: “Sarà presumibilmente più facile convincere Israele a sferrare l’attacco che avere sostegno politico interno per un’altra guerra in Medio Oriente (per non parlare del sostegno diplomatico in una regione estremamente diffidente nei confronti di nuove avventure militari statunitensi)”. Lo stesso rapporto anche indicava: “Tuttavia, come notato nel capitolo precedente, i raid aerei sono in realtà solo l’inizio di tale politica. Di nuovo, gli iraniani senza dubbio ricostruirebbero i siti nucleari. Probabilmente reagirebbero contro Israele e potrebbero anche vendicarsi degli Stati Uniti (il che potrebbe creare un pretesto per i raid aerei o addirittura l’invasione statunitensi)”.
Chiaramente, tali opzioni disposte per l’Iran nel 2009 furono ripetutamente usate contro la Siria. Il fatto che l’aggressione regionale degli Stati Uniti si sia fermata in Siria e che non si sia ancora manifestata pienamente contro l’Iran, indica un cambio dell’equilibrio del potere contro Washington. La risposta di Siria ed alleati a tali attacchi chimici, provocazioni e attacchi deciderà se i falliti tentativi di Washington di cambiare regime diverranno una ritirata indegna o permetteranno una guerra ampliata e peggiore. Il fallimento degli Stati Uniti in Siria probabilmente ne sventerà per sempre i tentativi di riaffermare la preminenza globale nell’emergente ordine mondiale multipolare. Fin dove Stati Uniti ed interessi speciali che ne guidano la politica, a prescindere dai rappresentanti eletti, sono disposti ad arrivare per preservare l’egemonia globale, resta da vedere. Il compito dell’intelligence siriana, iraniana e russa sarà accertarlo, fornendo una deterrenza significativa all’avvio di una guerra ampia respingendo gli Stati Uniti entro i propri confini, come richiesto da diritto internazionale, pubblico globale e persino popolo statunitense.

Gli insignificanti danni inflitti dagli israeliani alla base aerea T4

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora