DI TONY CARTALUCCI

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Gli Stati Uniti non sono riusciti ad ottenere il sostegno pubblico per un attacco in Siria come risposta ad un presunto attacco con armi chimiche a Douma, nord-est di Damasco. Sembra quindi che abbiano immediatamente aggirato l’ONU ed il diritto internazionale, dando il compito ai propri delegati a Tel Aviv di svolgere per proprio conto gli attacchi iniziali contro la base aerea siriana T-4.

La CBS, nel suo articolo “Gli Stati Uniti negano l’attacco missilistico in Siria, la Russia dice che è stata Israele“, afferma:

I missili hanno colpito una base aerea nella Siria centrale lunedì mattina. Il Pentagono ha però sùbito smentito le affermazioni dei media siriani, secondo i quali gli attacchi sono stati “un’aggressione americana”. Dopo che un gruppo di monitoraggio sulla guerra ha dichiarato che negli attacchi sono stati uccisi dei miliziani sostenuti dall’Iran, la Russia ha accusato i jet israeliani.

Un attacco israeliano è comunque un attacco americano

Indipendentemente da chi abbia effettivamente condotto l’attacco, questo è stato ordinato dagli Stati Uniti.

I decisori politici americani, che da decenni cercano un regime change in Siria e nel suo alleato Iran, hanno meticolosamente messo per iscritto i propri piani. Questi includono terrorismo nascosto, provocazioni inscenate, finte offerte di pace persino l’uso di Israele come intermediario, per attuare quegli attacchi per i quali gli USA stessi non riuscivano inizialmente a trovare giustificazione o sostegno pubblico.

Nel documento del 2009 di Brookings Institution, “Quale percorso verso la Persia? Opzioni per una nuova strategia americana verso l’Iran“, in una sezione intitolata “Consentire o incoraggiare un attacco militare israeliano”, si dice che:

… il maggior vantaggio che avrebbe questa opzione rispetto a quella di una campagna aerea americana è la possibilità che solo Israele venga incolpata dell’attacco. Se ciò dovesse dimostrarsi vero, allora gli Stati Uniti potrebbero non dover avere a che fare con la rappresaglia iraniana o col contraccolpo diplomatico che accompagnerebbe un’operazione militare contro l’Iran. Permetterebbe a Washington di conservare la propria torta (ritardando l’acquisizione di armi nucleari da parte dell’Iran) e di mangiarla anche (evitando di minare le varie altre iniziative diplomatiche regionali).

Il report afferma anche che:

Forse è più facile convincere Israele a sferrare l’attacco, piuttosto che generare un sostegno interno per un’altra guerra in Medio Oriente (per non parlare del’appoggio diplomatico di una regione estremamente diffidente nei confronti delle nuove avventure militari americane).

Lo stesso rapporto direbbe anche che:

Come notato nel capitolo precedente, tuttavia i raid aerei sono in realtà solo l’inizio di questa politica. Di nuovo, gli iraniani ricostruirebbero senza dubbio i propri siti nucleari. È probabile che rispondano ad Israele, e forse anche agli Stati Uniti (il che potrebbe creare un pretesto per i raid aerei americani o addirittura per un’invasione).

È chiaro che queste opzioni, disposte per l’Iran nel 2009, siano state ripetutamente usate contro la Siria. Il fatto che l’aggressione USA si sia arrestata in Siria e non si sia ancora pienamente manifestata contro l’Iran indica un bilanciamento del potere contro Washington.

La risposta di Siria ed alleati a questi finti attacchi chimici, provocazioni ed attacchi determinerà se i falliti tentativi di Washington di regime change si tramuteranno in un ritiro, o se forniranno un pretesto per una guerra ancor più grande e distruttiva.

Un fallimento americano in Siria farà probabilmente abortire per sempre i progetti di riaffermare la propria preminenza globale, a scapito di un ordine mondiale multipolare. Fino a che punto gli Stati Uniti e gli interessi speciali che guidano la sua politica – a prescindere dai rappresentanti eletti – siano disposti ad andare per preservare l’egemonia globale, resta da vedere. Il compito dell’intelligence siriana, iraniana e russa sarebbe quello di accertarlo, impedendo così una guerra più ampia, e riportando gli USA nei propri confini, come il diritto internazionale, l’opinione pubblica e persino il popolo americano richiedono.

Tony Carltalucci

Fonte: http://landdestroyer.blogspot.it

Link: http://landdestroyer.blogspot.it/2018/04/strikes-on-syria-failed-us-wmd-lies-and.html

9.04.2018

Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di HMG