Histoire et Societé, 14 aprile 2018

Il Presidente Vladimir Putin dichiarava che l’attacco di USA, Francia e Regno Unito alla Siria aggrava la catastrofe umanitaria nel Paese arabo. Secondo Vladimir Putin, gli attacchi alla Siria violano il diritto internazionale. I russi sono in Siria su invito del governo siriano, statunitensi, francesi e inglesi sono invasori. “Con le loro azioni, gli Stati Uniti aggravano ulteriormente la catastrofe umanitaria in Siria, colpiscono la popolazione civile e in effetti aiutano i terroristi che tormentano il popolo siriano da sette anni“, dichiarava il leader russo.
Il 14 aprile, Stati Uniti, Regno Unito e Francia lanciavano più di 100 missili contro obiettivi in Siria, utilizzando il presunto attacco chimico non confermato come movente.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annunciava la decisione di attaccare il territorio siriano il 13 aprile, senza il permesso del Congresso del suo Paese o l’approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Damasco afferma che l’attacco ostacola il lavoro degli esperti dell’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), che il 14 aprile dovevano arrivare nel Paese arabo per condurre indagini sul presunto attacco chimico.
L’Ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite Vasilij Nebenzija dichiarava al Consiglio di Sicurezza dell’ONU che non ci sono prove sull’uso di sarin o cloro, e non c’erano persone curate per avvelenamento da sostanze chimiche negli ospedali siriani.
Il 13 aprile il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov affermava che il suo governo ha “prove inconfutabili” che il presunto attacco chimico fosse “una messinscena”. Il Ministero della Difesa russo presentava le prove che il presunto attacco a Duma fu fabbricato. Ecco il video che supporta l’affermazione.

Il Ministero della Difesa russo trovava i partecipanti al video del presunto attacco chimico a Duma e ne raccoglieva la testimonianza, dichiarava Igor Konachenkov, portavoce del Ministero della Difesa russo, secondo cui vi sono due medici che lavorano nell’ospedale locale, nel pronto soccorso. Igor Konashenkov inoltre riferiva che il video del presunto attacco chimico a Duma fu girato in un ospedale locale. Secondo il portavoce del Ministero della Difesa russo, le “vittime” del presunto attacco a Duma non avevano tracce di sostanze chimiche tossiche ed dissero come fu girato il video. “Siamo riusciti a trovare i partecipanti alle riprese di tale video e ad interrogarli. Oggi vi presentiamo l’intervista a costoro. La gente di Duma ha raccontato in dettaglio come si svolse la messinscena e in quali episodi prese parte“. Halil Ajij, studente che lavora nell’ospedale centrale di Duma, ha detto che quando un edificio fu bombardato l’8 aprile e un incendio vi scoppiò, andò al pronto soccorso. Fu allora che un uomo che non conosceva si presentò e disse che era un “attacco con sostanze tossiche”: “Avevamo paura, i parenti dei feriti cominciarono a versarsi acqua l’uno sull’altro. Chi non aveva formazione medica iniziò a spruzzare nella bocca dei bambini le cure per l’asma. Non abbiamo visto pazienti con sintomi da intossicazione chimica“. “Fummo filmati e c’era un uomo che era venuto urlando che si trattava di un attacco chimico. Costui, estraneo, disse che la gente era vittima di armi chimiche. La gente spaventata iniziò a versarsi acqua l’una sull’altra, ad inalare“, aveva detto un altro partecipante alla messinscena.
Negli ultimi giorni, la situazione in Siria diveniva seriamente tesa. I Paesi occidentali sostengono che un attacco chimico è avvenuto il 7 aprile a Duma, vicino la capitale siriana. La Russia smentiva le notizie su una bomba al cloro presumibilmente sganciata dalle forze governative siriane. I militari russi definivano false le foto di vittime del presunto attacco chimico a Duma pubblicate dai “White Helmets” sui social network. Mosca ritiene che lo scopo di tale disinformazione fosse proteggere i terroristi e giustificare qualsiasi azione esterna. Damasco definiva le accuse all’Esercito arabo siriano non convincenti. La Siria ripetutamente sottolineava che il proprio arsenale chimico fu rimosso nel 2014 dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW).

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora