Lo ha detto il comandante delle Brigate al Quds, braccio armato all’estero dei Guardiani della Rivoluzione islamica Qassim Soleimani, citato dalla rete al Alam. Riferendosi poi alle ultime minacce lanciate da Donald Trump nei confronti della Repubblica islamica e del suo presidente Hassan Rohani, il generale ha biasimato poi il capo di stato Usa di ricorrere ad un linguaggio “da bische e da night club”.

Martedì scorso Trump, rivolgendosi direttamente a Rohani che aveva definito un’eventuale azione militare contro l’Iran “la madre di tutte le guerre”, aveva twittato: “Mai, mai minacciare di nuovo gli Stati Uniti o soffrirete le conseguenze come pochi prima nella storia ne hanno sofferto”. Gli Stati Uniti, ha detto Trump, “non sono più un Paese che sopporterà le vostre folli parole di morte e violenza: stia attento”.

Oggi attraverso la tv iraniana in lingua araba, Soleimani ha definito “coraggiose” le dichiarazioni del presidente Rohani perche’ “hanno lasciato il segno”.

“Il linguaggio di Trump continua ad essere quello da bische e night club”, ha proseguito “gli americani stessi hanno chiesto a me personalmente che le loro forze in Iraq non venissero attaccate dagli iracheni”.

“Le forze delle Brigate al Quds sono l’esatto opposto delle forze statunitense e Trump deve sapere che siamo un popolo che ama il martirio e lo attendiamo”.  (Pars Today)

“La nostra nazione ha superato tempi difficili, Lei potrà intraprendere una guerra contro la Repubblica Islamica dell’Iran ma, senza alcun dubbio, non ne uscirà vittorioso. Quindi non ci minacci di morte perchè noi siamo più che pronti allo scontro”, ha avvisato il comandante militare persiano.
Inoltre lo stesso comandante ha precisato che gli USA conoscono il potenziale militare e le capacità delle forze armate dell’Iran, incluso il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, per quello sarebbe meglio non metterci alla prova, ha dichiarato il generale Soleimani.

In aggiunta il generale iraniano si è domandato come potrebbero le forze USA mettere in difficoltà l”Iran, senza alcun precedente, quando le stesse forze USA, da 17 anni in Afghanistan, non hanno ottenuto alcun successo con il loro intervento, nonostante i 110.000 soldati impiegati in quel paese.
A completamento il generale iraniano ha ricordato il fallimento della guerra dei 33 giorni condotta da USA e Israele contro il Libano nel 2006, quando dovettero accettare le condizioni imposte da Hezbollah per uscirsene dal paese con le mani vuote.

Molte altre personalità iraniane hanno risposto alle minacce del presidente Trump, come d esempio il capo di Stato Maggiore iraniano, generale Mohamad Baqeri, il quale ha esortato il presidente USA a “non giocare con il fuoco nel provocare l’Iran”.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Luciano Lago

via Controinformazione