Non accennano a diminuire le tensioni fra Cina e Stati Uniti per quanto riguarda il Mar Cinese Meridionale.

Dopo gli ultimi episodi che hanno visto protagoniste la marina militare statunitense e quella cinese, arrivano le parole di uno dei più alti funzionari del Pentagono, Kenneth McKenzieIn un briefing con la stampa, il tenente generale dei marines si è lasciato andare ad alcune frasi sulle isole rivendicate o costruite dai cinesi.

A una specifica domanda sulle capacità delle flotta Usa di distruggere le isole artificiali della Cina, il direttore del Joint Staff del Pentagono ha risposto: “Vorrei solo dirvi che l’esercito degli Stati Uniti ha molta esperienza nel Pacifico occidentale, nella distruzione di piccole isole“.

McKenzie ha usato il termine “taking down”. Un termine che, come spiegato da Formiche,  “è una forma di un phrasal verb tipico dell’inglese americano che significa ‘rimuovere’ qualcosa, ma anche ‘sopprimere’”.

Il tenente generale ha poi glissato dicendo che si trattava solo di una frase che riguardava “fatti storici” e che non fosse un messaggio rivolto alla Cina. Ma è abbastanza chiaro che in realtà il destinatario di quelle parole fosse proprio il governo di Pechino.

La sfida degli Stati Uniti alla Cina

Nell’ultima settimana, la tensione fra Cina e Stati Uniti è aumentata a causa dell’invio di due navi da guerra della marina americana nel Mar Cinese Meridionale. Per Pechino, l’atto di Washington è stato un gesto di sfida e una “grave violazione “ della sovranità del Paese. E non poteva essere considerato altrimenti visto l’interesse enrome di Pechino per quell’area e vista la prossimità alle coste della Cina.

Mercoledì, l’ammiraglio Harry Harris, capo uscente del Comando Indo-pacifico degli Stati Uniti, ha detto che la Cina rappresenta “la più grande sfida a lungo termine” degli Stati Uniti nella regione. “Senza il coinvolgimento e l’impegno degli Stati Uniti e dei nostri alleati e partner, la Cina realizzerà il suo sogno di egemonia in Asia”. Queste le parole dell’ammiraglio.

E sono frasi che non sembrano passibili di interpretazioni ulteriori se non di quelle di un vero e proprio scontro in atto fra le due superpotenze del Pacifico. Motivo per cui il governo cinese ha risposto duramente alle frasi Harrys chiedendo i motivi dell’arrivo della flotta degli Stati Uniti nel Mar Cinese e sempre più vicina alle coste cinesi.

Oggi, una nuova dichiarazione, questa volta del Segretario alla Difesa James Mattis, che ha messo in guardia la Cina sul fatto che “ci saranno conseguenze” se continuerà nella militarizzazione delle isole Spratly e delle isole Paracelso.

Il ruolo degli alleati

Gli Stati Uniti sfruttano le rivendicazioni territoriali dei partner sulle acque del Mar Cinese per bloccare l’ascesa della potenza cinese. L’obiettivo è chiaro: sostenere gli alleati regionali in funzione anti-cinese.
Ma la Cina non sembra avere alcuna intenzione di fermare il processo di territorializzazione del mare che considera di diritto sotto la sua sovranità. Per Pechino non è solo una questione di rivendicazione politica. La sovranità su quello specchio di mare disputato significa innanzitutto una sfida fra superpotenze. O Pechino o Washington, tertium non datur.

Per questo motivo, gli Stati Uniti stanno cercando di costruire un’alleanza militare dei Paesi dell’Indo-Pacifico da contrapporre all’espansione cinese. Un progetto che però non sembra essere particolarmente semplice. Il blocco Usa infatti è diviso al suo interno e le due potenze che potrebbero essere più forti sotto il profilo militare ed economico, cioè Giappone e India, non vorrebbero entrare in rotta di collisione con la Cina. O comunque non per via di un’alleanza con gli Usa che, recentemente, appaiono molto eclettici.

Per adesso, fra i Paesi più favorevoli a questo blocco militare c’è l’Australia, che però ha una potenza militare e industriale decisamente inferiore a quella della Cina. Ed esistono poi alleati del Sud-est asiatico ma di poco valore. La Corea del Sud, con la presidenza Moon Jae-in,m ha avuto un riavvicinamento con la Cina. E comunque, con la questione aperta del Nord, non sembra intenzionata a entrare in logiche di contrapposizione con Pechino.

Fonte Occhi della Guerra

L’articolo Gli Stati Uniti minacciano la Cina: “Possiamo distruggervi le isole” proviene da Politicamente Scorretto .