di  Andrey Afanasyev

Esponenti politici anglo USA  e taluni esperti di guerra in rete aspettano l’occasione di trasformare il conflitto nel Donbass (Est Ucraina)  da una guerra di posizione ad uno scontro a pieno titolo, che coinvolga l’esercito russo.

Un importante centro di analisi americano, la “Heritage Foundation” (vicino agli ambienti “neocons”), ha pubblicato un rapporto in cui parla direttamente della necessità di fornire armi letali a Kiev.
“Il popolo ucraino ha mostrato un impegno nei confronti della comunità transatlantica e gli Stati Uniti dovrebbero fornire armi e altri strumenti tattici, come sistemi di comunicazioni sicure, agli ucraini. L’Ucraina ha dimostrato un impegno nei confronti della comunità transatlantica, e ora gli Stati Uniti devono fornire loro armi!”

Qui, si scopre, quello che era l’obiettivo segreto e questo diventa evidente: ammettere Kiev come un vassallo di Washington – e questa è la motivazione reale, non c’ è necessario nient’altro da aggiungere. Il diritto internazionale, l’opinione delle potenze regionali – del tutto irrilevante. Diamo uno sguardo più da vicino a ciò che l’autore del rapporto propone di fornire a Kiev:

“Armi anticarro (soprattutto tenendo conto dell’uso di carri armati russi T-72BM da parte dei separatisti), radar antibalistici. Ciò consentirà alle forze ucraine di determinare l’origine degli attacchi di artiglieria in modo che possano reagire rapidamente. Gli Stati Uniti ne hanno forniti diversi, ma ne sono necessari altri. Apparecchiature di comunicazione ad alta affidabilità e veicoli aerei senza equipaggio (droni). Queste forniture miglioreranno significativamente la situazione con ricognizione e coordinamento sul campo di battaglia per resistere agli sforzi dei separatisti”.

Prosegue il rapporto:

“…gli Stati Uniti dovrebbero anche valutare costantemente l’efficacia delle attrezzature che forniscono all’Ucraina. Gli Stati Uniti dovrebbero anche valutare continuamente l’efficacia delle apparecchiature inviate in Ucraina. La sofisticata tecnologia russa ha reso alcune apparecchiature recentemente fornite in gran parte inutili. Ad esempio, nel 2016, gli Stati Uniti hanno fornito 72 mini-droni analogici Raven RQ-11B all’Ucraina al costo di $ 12 milioni; i droni analogici si dimostrarono inefficaci contro la guerra elettronica fornita dalla Russia, e molti furono bloccati o fatti a pezzi”.
Si scopre che il DPR e il LPR (il territorio delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk) sarebbero sotto il fuoco di tutti i tipi di armamenti di carri armati e artiglieria al sistema di guerra elettronica. In generale, il rapporto della Heritage Foundation assomiglia a un’altra rimessa in gioco, volta a peggiorare i rapporti tra Mosca e Washington.

E’ un rapporto preparato chiaramente in fretta e ne risente molto della impreparazione dell’autore. Ma svolge in modo inequivocabile il suo compito: aggiunge benzina al fuoco dello scontro nel Donbass, provoca Kiev con il presunto sostegno degli Stati Uniti per azioni più attive e, soprattutto, spinge un cuneo tra Trump e Putin.

Truppe ucraine e Poroshnko

Quello che ne verrà fuori è un grande interrogativo. Non dimentichiamo che questo non è un documento ufficiale del governo degli Stati Uniti, ma semplicemente un’opinione di analisti indipendenti. Ma l’orecchio deve essere tenuto ben vigile.

L’intero rapporto della Heritage Foundation era a novembre e può essere letto qui.
Ci si chiede se gli USA stiano appagando la propaganda di Poroshenko o (più probabilmente!) Poroshenko stia leggendo una sceneggiatura di Washington. La menzogna essenziale “La Russia è l’aggressore e l’Ucraina è la vittima”. L’altra falsità principale è assolutamente omettere la volontà del popolo della Crimea, il popolo di Donec’k e Donbass, e lasciare sola la Russia.

Il popolo del Donbass entra in questo rapporto soltanto quando l’autore parla della guerra che ha avuto un costo di oltre 10.000 vite – senza menzionare che queste perdite sono state sostenute dal bombardamento di quartieri residenziali civili.

Fonte: TSAGrad Tv

Traduzione: Sergei Leonov

via Controinformazione