Il 26 dicembre, il Times ha pubblicato un articolo intitolato “Putin è anche il nostro nemico, lo dice un combattente ceceno in Ucraina”. L’articolo fornisce uno sguardo sugli “attivisti” che volontariamente compartecipano con gli sforzi delle forze armate ucraine (UAF) nel loro conflitto con la resistenza locale dei separatisti filorussi nella regione del Donbass.

Questi attivisti, alcuni formati nei campi dell’ISIS, hanno formato il battaglione di Sheikh Mansur e hanno operato attivamente insieme alle unità UAF nella zona di combattimento.
La cosa più interessante è che l’articolo del Times cerca di fornire uno sguardo “neutro” o addirittura “positivo” alle operazioni del gruppo terroristam criticando le presunte violazioni dei diritti umani avvenute nella Cecenia russa e la militarizzazione prematura nella regione russa.

Non è la prima volta che appare pubblicamente la notizia che una buona parte delle forze pro-Kiev nel Donbass sono terroristi, neo-nazisti, criminali di guerra o altro. Tuttavia, questo non impedisce alla cosiddetta “comunità internazionale” (la NATO) di sostenere le azioni del regime di Kiev e le sue provocazioni continue contro la Russia.


Nota: Da queste notizie si comprende ancora una volta come i gruppi terroristi jihadisti siano l’ultima risorsa della strategia anglo-USA che li utilizza nei teatri di guerra e destabilizzazione, dove questi servono per i piani di Washingon creati per contrastre i regimi ostili agli interessi degli Stati Uniti, dalla Siria, all’Iraq, alle repubbliche dell’Asia Centrale e nella stessa Ucraina in funzione antirussa. Ogni strategia imperiale richiede la collaborazione di quelli che si incaricano di fare il “lavoro sporco” e gli USA hanno trovato in questi gruppi i loro migliori mercenari dell’Impero.

Fonte: South Front

Traduzione e nota: Luciano Lago

via Controinformazione