La Marina militare russa ha annunciato che darà il via alle esercitazioni nel Mediterraneo orientale, a largo della Siria. Manovre importanti: per le tempistiche, per l’obiettivo ma anche per il luogo. In queste esercitazioni ci sono segnali molto chiari della strategia di Vladimir Putin per tutto il settore che va dalle coste turche a quelle israeliane.

Il calendario delle esercitazioni

Le esercitazioni, che avranno come oggetto i test per i missili da crociera Kalibr-Nk e saranno condotte da circa 10 navi della marina militare di Mosca, saranno divise in tre periodi. Le prime esercitazioni a fuoco vivo si terranno di fronte alla costa siriana l’11 e 12 luglio. La seconda due-giorni di manovre si terrà il 18 e il 19 luglio. La terza e ultima finestra avrà invece luogo il 25 e il 26.

Come già segnalato da un Notam inviato dal comando della flotta russa nel Mar Nero e apparso nei giorni scorsi, l’area tra la costa siriana e l’isola di Cipro sarà off-limits per il traffico aereo e marittimo. Secondo fonti israeliane, la scelta dei giorni non è casuale.

I russi avrebbero infatti programmato la loro esercitazione in concomitanza con il summit della Nato che si terrà a Bruxelles questa settimana a partire proprio dall’11 luglio.Un segnale politico importante, visto anche che pochi giorni dopo, il 16, si terrà il vertice fra Putin e Donald Trump a Helsinki. Nella capitale finlandese, i due leader discuteranno sicuramente anche della Siria.

Russia e Stati Uniti stano cercando di giungere a un accordo-quadro sulla guerra in Siria che metta fine ad anni di conflitto sanguinario. Trump vuole andare via dalla Siria il prima possibile, Putin vuole la conferma che Bashar al Assad rimanga al potere e assicurare la presenza militare russa in un Paese unito e senza possibilità di spaccature. Washington ha abbandonato i ribelli del Sud e sta muovendo le sue pedine al nord. Ma si parla di un accordo tra curdi e Damasco per consegnarsi al governo siriano. L’incontro di Helsinki potrebbe rappresentare la conclusione dell’accordo.

Uno scudo per la Siria e un segnale a Israele

L’annuncio delle esercitazioni militari di fronte alle coste siriane avrà importanza anche per quanto riguarda l’offensiva dell’esercito di Damasco sulle sacche di Daraa e Quneitra. La chiusura dello spazio aereo e il rischio per gli aerei israeliani e delle coalizione occidentale di muoversi nell’area del Mediterraneo orientale di fronte le coste siriane e libanesi, renderanno più complesso il sorvolo delle aree interessate dagli assedi.

Anzi, non va dimenticata un’altra coincidenza temporale. L’inizio delle esercitazioni, oltre a segnare l’avvio dei lavori del summit dell’Alleanza atlantica, coincide con l’arrivo del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Mosca. La prova di forza delle marina militare russa al largo della Siria farà da cornice al programma di Vladimir Putin, cioè convincere definitivamente Netanyahu ad accettare la fine dell’offensiva dell’esercito siriano e delle forze alleate nel Sud. Segnali in questo senso ci sono: ma Israele vuole più garanzie nei confronti delle milizie sciite.

In questo momento, Israele, Iran, Russia e Stati Uniti sono a una sostanziale resa dei contiin Siria. L’ultimo raid israeliano in territorio siriano, contro l’ormai nota base T-4 vicino Homs, è un segnale evidente. Israele continua a chiedere garanzie: ma non tocca in maniera sensibile l’esercito siriano. Né, ovviamente, può colpire le forze russe.

Dall’altro lato, la Russia si è impegnata con Israele a tenere lontano gli iraniani e Hezbollah. Mentre gli Stati Uniti, mantenendo il controllo di Al Tanf ma allontanando dal Mediterraneo la Uss Truman, hanno imposto la loro presenza per monitorare l’evoluzione della controffensiva siriana. Ma una presenza più discreta, senza voler innescare alcuna spirale di reazioni. Nel frattempo, i Rafale dell’aviazione francese si addestrano proprio sulla Truman: segnale evidente che l’asse militare tra Francia e Stati Uniti sia sempre più consolidato.

L’articolo Il messaggio di Putin al mondo:
la flotta russa si esercita davanti la Siria
 proviene da Gli occhi della guerra.