Il comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Iraniana,general Ismail Kosari, ha dichiarato che l’Iran è pronto a bloccare lo stretto di Hormuz con l’obiettivo di paralizzare il traffico internazionale del petrolio qualora vengano bloccate le esportazioni del petrolio iraniano per effetto delle sanzioni decise illegalmente da Washington.

“Se si restinge l’esportazione del petrolio iraniano, noi non permetteremo l’estrazione del petrolio del resto del mondo attraverso il trasporto nello stretto del Golfo”, ha dicharato Kosari il 3 di Luglio, con riferimento allo stretto di Hormuz, passaggio strategico dal Golfo Persico al Golfo di Oman (Mar di Arabia). L’Alto ufficiale iraniano ha sottolineato che più del 20% del petrolio mondiale si trasporta attraverso dello stretto in questione.

La scorsa settimana, un alto funzionario del Dipartimento di Stato USA, comunicando sotto condizione di anonimato, aveva detto che Washington tenterebbe di convincere i suoi alleati a boicottare la vendita del petrolio dell’Iran dall’inizio del prossimo Novembre.

“Andremo a tagliare il flusso dei finanziamenti dell’Iran e a mettere in risalto totalmente la condotta maligna dell’Iran lungo la regione”, aveva asserito la fonte, aggiungendo che una delegazione statunitense presto partirà per il Medio Oriente con la finalità di incoraggiare gli esportatori di crudo del Golfo Persico ad assicurare l’offerta di crudo quando l’Iran sarà espulso dal mercato il prossimo autunno.
Le forniture di petrolio potrebbero essere in pericolo di essere interrotte nel verificarsi tale situazione.

In risposta queste dichiarazioni della parte statunitense, il presidente della República Islámica, Hasán Rohaní, ha avvisato che le forniture regionali di petrolio saranno in pericolo se gli USA otterranno di convincere i loro allleati. “Sembra che non si rendano conto di quello che dicono quando doichiarano che non permetteranno all’Iran di esportare neppure una sola goccia di petrolio”, ha messo in allerta il mandatario, il quale ha poi aggiunto. “Molto bene, se voi (gli USA) potete fare questo, allora fatelo pure e ne vedrete le conseguenze”.
Allo stesso modo il Comitato di Energia dell’Iran ha affermato che il paese persiano importerebbe soltanto merci dalle nazioni che compreranno il suo petrolio. “Faremo uno scambio di petrolio contro merci, cosa che significa che l’acquisto delle merci dipenderà dalla vendita del petrolio. Vogliamo informare i nostri mercati, e i paesi che acquisteranno il petrolio, che importeremo i loro prodotti e merci esclusivamente se gli stessi paesi acquisteranno il nostro petrolio”.

Si è già formato un gruppo di lavoro in Iran, tramite il Comitato pe l’Energia, che segue questo programma. Accordi di questo tipo l’Iran intrattiene già con la Cina, con l’India e con la Russia, paesi che hanno dichiarato che seguiteranno ad acquistare petrolio dall’Iran ed a cooperare con la Repubblica Iraniana, nonostante le minacce di Washington.

Stretto di Hormuz

Nota: L’atteggiamento bellicoso degli USA nei confronti dell’Iran ed i proclami di guerra alla nazione persiana sono dovuti al fatto che l’Iran è intervento a difesa della Siria (assieme alla Russia) impedendo di fatto ai gruppi terroristi (appoggiati dagli USA) di effettuare il cambio di regime e lo smembramento del paese come era nei piani di Washington e di Tel Aviv.

Oltre a questo gli USA, che stanno conducendo assieme all’Arabia Saudita una flagrante aggressione contro lo Yemen, dove sta avvenedo un vero e prorprio genocidio della popolazione civile, accusano l’Iran di essersi prodigato ad aiutare lo Yemen nel difendersi dall’aggressione USA-Saudita. Fatto intollerabile per l’Amministrazione di Washington che accusa anche l’Iran di essere sostenitore del terrorismo.

Un paradosso evidente, visto che è ormai noto che gli USA sono dietro tutti i gruppi terroristici che operano in Siria al fine di destabilizzare quel paese arabo, come risulta anche dalle dichairazioni fatte dall’ex primo ministro del Qatar che era stato al corrente del piano statunitense di rovesciamento del governo e destabilizzazione della Siria, oltre ad una enorme quantità di prove. Vedi: Rivelazioni dell’ex primo ministro del Qatar

Fonte: Actualidad.rt.com/

Traduzione:Alejandro Sanchez

via Controinformazione