Unire il fronte del Libano con quello della Striscia di Gaza. Creare un blocco unico, un nemico sostanzialmente identico. Ed esercitarsi per un conflitto che abbia come obiettivo un solo grande bersaglio a 360 gradi. Sembra essere questo l’obiettivo di Israele in questa fase del governo di Benjamin Netanyahu, che, invece di applicare una rigida distinzione fra forze nemiche, preferisce impostare la sua strategia sulla costruzione di un avversario che unisca tutti gli scenari di guerra di Israele.

Una guerra su più fronti uniti indissolubilmente fra loro. Un’idea che preoccupa i vertici delle Forze armate israeliane, le Idf, che da anni temono la possibilità che i soldati dello Stato ebraico si trovino impegnati su più fronti contemporaneamente. Ma è un’impressione che il governo di Tel Aviv sembra non condividere, almeno a giudicare dalle sue recenti mosse.

Secondo quanto riportano i media israeliani, e che fanno riferimento a una rivelazione del quotidiano libanese Al Joumhouria, Israele si è lamentato con il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dicendo che Hamas sta collaborando con Hezbollah per costruire fabbriche di missili e campi di addestramento nel sud del Libano.

Il rapporto parla di una lettera inviata dai delegati di Israele sia al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che all’Assemblea generale che includeva una serie di informazioni redatte dall’intelligence in cui si mostravano i campi d’addestramento per migliaia di palestinesi appartenenti al gruppo che controlla Gaza.

La richiesta rivolta alle Nazioni Unite è che queste intervengano per fermare la cooperazione tra i due gruppi. Per lo Stato ebraico, quello di cui si accusa Hamas e Hezbollah (e quindi anche il Libano) è una “palese violazione” della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite. L’atto dell’Onu rappresenta ancora oggi l’impalcatura su cui si regge il fragile equilibrio del confine israelo-libanese dopo l’invasione del 2006.

“Stiamo assistendo alle implicazioni del regime terrorista di Hamas a Gaza e ora Hamas sta rafforzando i suoi legami con Hezbollah. Con l’approvazione e il sostegno dell’Iran, Hamas sta lavorando per stabilire le sue forze anche in territorio libanese “, ha dichiarato l’ambasciatore israeliano all’Onu  Danny Danon.

“La cooperazione tra Hezbollah e Hamas supera i confini. Israele non ha intenzione di stare seduto pigramente davanti a nuove e vecchie minacce e  farà tutto il necessario per proteggere i suoi cittadini “, ha continuato il rappresentante di Tel Aviv al Palazzo di Vetro.

Le accuse rivolte da Israele riguardo all’unità di intenti fra Hamas e Hezbollah  non sono una novità. Sono mesi, se non più di un anno, che il governo punta il dito sulla crescente affinità fra i due movimenti che, va ricordato, rappresentano anche culturalmente due mondi differenti. Ma l’idea israeliana è che Hamas, interrotto il flusso economico provenienti dal Golfo Persico, abbia dovuto fare blocco con il  Partito di Dio.

Il ministro della Difesa, Avigdor Lieberman, non ha mai negato di considerare i due movimenti strettamente connessi. E già a gennaio ha dichiarato che esistevano prove del crescente legame fra gli sciiti libanesi legati a Teheran e il movimento palestinese che controlla Gaza e il suo territorio.

Sotto questo profilo, non va dimenticato come Israele stia costantemente esercitandosi con le sue forze aree, terrestri e navali in manovre che possono coinvolgere entrambi i fronti di guerra, quello con Hamas e quello con Hezbollah. Basta leggere i discorsi dei generali che guidano le Idf: spesso lo scenario sfruttato in un’esercitazione è identico e si utilizzano indistintamente i due bersagli. La Marina si addestra nella difesa delle piattaforme off-shore parlando in contemporanea di Hamas e di Hezbollah. E le forze aeree si sono addestrate nella stessa settimana sia vicino alla Striscia di Gaza sia vicino al confine con il Libano, quasi a voler indicare che un conflitto potrebbe essere perfettamente sincronico.

Inutile ribadire che i rischi di una guerra su più fronti potrebbero essere enormi. Innanzitutto, va premesso che difficilmente Hezbollah farà scoppiare  una guerradirettamente contro Israele. Non avrebbe alcun senso strategico e sicuramente sia Iran che Russia farebbero desistere la milizia-partito libanese da un attacco di tale portata.

Hamas può continuare la sua guerra con Israele rimanendo ancorato a quel tipo di conflitto, ma per Hezbollah sarebbe un altro discorso. Le forze sciite sono prima di tutto un esercito e, in ultima analisi, hanno assunto un peso politico e geopolitico tale per cui sono da considerarsi una sorta di para-Stato. E le cui azioni implicano anche pesanti conseguenze per il Libano tutto.

Israele potrebbe decidere di colpire, come fatto in Siria, in maniera del tutto arbitraria. Lo ha fatto in territorio siriano, potrebbe farlo anche in territorio libanese qualora volesse dare un segnale forte a tutti gli attori coinvolti. Ma a quale prezzo? Lo scenario di un fronte unico che unisce Libano, Siria e Striscia di Gaza è un incubo anche per le stesse forze israeliane, che sanno perfettamente di non essere in grado di reggere l’urto. E le potenze che agiscono in Libano, fra cui anche quelle occidentali, sarebbero le prime a fermare Israele da un’azione pericolosissima. Smuovere il fragile equilibrio libanese, soprattutto dopo la guerra siriana e le vittoriose elezioni di Hezbollah, rischierebbe di far esplodere una bomba dal potenziale ancora poco chiaro ma sicuramente devastante.

L’articolo Israele mette gli occhi sul Libano:
“Hamas si addestra con Hezbollah”
 proviene da Gli occhi della guerra.