Il Leader della Rivoluzione Islamica, Ayatollah Seyyed Ali Khamenei, ha affermato oggi che i nemici dell’Iran hanno utilizzato vari strumenti per colpire la nazione iraniana e l’istituzione islamica nel corso degli ultimi sviluppi nel Paese. 

“Durante gli eventi degli ultimi giorni, i nemici dell’Iran, usando i vari strumenti a loro disposizione, inclusi denaro, armi, politica e apparati di sicurezza, si sono alleati l’uno con l’altro per creare problemi all’establishment islamico”, ha dichiarato oggi l’Ayatollah.

L’Ayatollah Khamenei, tuttavia, ha descritto “lo spirito di coraggio, sacrificio e fede” della nazione iraniana come un ostacolo sulla via del nemico. Il Leader iraniano ha fatto queste osservazioni durante un discorso a un incontro settimanale con le famiglie dei martiri. L’Ayatollah Khamenei ha fatto riferimento alla dolorosa situazione che ha colpito alcuni Paesi dell’Asia occidentale e dell’Africa settentrionale, che sono stati l’obiettivo dell’invasione straniera.

Nel corso dell’incontro, Khameni ha anche commemorato i sacrifici fatti dai soldati iraniani che hanno combattuto e perso la vita durante la Guerra Imposta con l’Iraq del 1980-1988. Se il nemico fosse penetrato in Iran durante la guerra degli otto anni, “non avrebbero avuto pietà e una situazione considerevolmente peggiore di quella della Libia e la Siria sarebbe stata creata per l’Iran”, ha dichiarato l’Ayatollah Khamenei.

Da giovedì scorso in Iran gruppi di teppisti hanno organizzato proteste in diverse città, tra cui Teheran, Arak, Kermanshah, Khoramabad, per esprimere la loro rabbia contro l’aumento dei prezzi e la disoccupazione. Se i media occidentali, come nel 2009, sbavano sulle proteste auspicando un imminente crollo della Repubblica Islamica, fonti vicine ad organi di sicurezza riferiscono che delle oltre 500 persone arrestate durante i disordini, più dell’80 per cento ha ammesso di avere ricevuto denaro e ordini dall’esterno del Paese per abusare delle proteste popolari e diffondere il caos.

via Il Faro sul Mondo