Alessandro Lattanzio, 10/02/2018

Il 10 febbraio, aerei israeliani attaccavano diverse aree in Siria, ma la difesa aerea siriana abbatteva 2 aviogetti dell’IAF (1 F-16I Sufa e 1 F-15I Baaz), impiegando missili del sistema di difesa aereo S-125 Pechora-2M. I piloti si eiettavano, ma uno decedeva in seguito alle ferite. Gli israeliani avevano tentato di attaccare le postazioni dell’Esercito Arabo Siriano utilizzando 15 missili da crociera, quindi senza avvicinarsi allo spazio aereo siriano, ma la difesa aerea siriana abbatteva 13 dei missili israeliani, e uno dei jet israeliani veniva abbattuto nella regione al-Jalil, nel nord della Palestina, dal tiro di un’unità della difesa aerea siriana presso Qunaytra. Le difese aeree siriane (SyAAD) avevano abbattuto i missili più pericolosi, lasciando andare quelli che non avrebbero causato danni in territorio siriano. L’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv veniva chiuso e le sirene antiaeree suonavano nelle alture del Golan e nella Galilea. Subito dopo gli israeliani, per “rappresaglia”, attaccavano le postazioni dell’EAS nella regione meridionale della Siria, mentre le difese aeree siriane sventavano il nuovo attacco. “Il nemico israeliano all’alba aveva attaccato una postazione militare nella regione centrale, e le difese aeree siriane respingevano l’attacco colpendo più di un aereo”. In seguito gli israeliani attaccavano alcune postazioni nella regione meridionale, che le difese aeree respingevano ancora una volta. In seguito, le autorità israeliane facevano appello alla Russia per contribuire a ridurre le tensioni al confine con la Siria; questo a seguito di un incontro urgente tra il Primo ministro, il ministro della Difesa e altri alti funzionari israeliani. Il disinformatore Magnyer tentava di spacciare la tesi che gli aviogetti israeliani siano stati abbattuti da missili iraniani Shaheen, cercando di giustificare a livello mediatico la propaganda sionista. Ma il sistema di difesa Shaheen è la copia iraniana del sistema statunitense Hawk, ed è quindi incompatibile con la rete dei sistemi di difesa aerea siriana d’impronta sovietica-russa.
Tutto questo avveniva poche ore dopo che l’Esercito arabo siriano spazzava via ogni residua presenza di al-Qaida e Stato Islamico dai governatorati di Hama ed Aleppo, liquidando in poche settimane una sacca di 1100 kmq con 500 terroristi intrappolati dentro. Il Comando Generale dell’Esercito e delle Forze Armate siriane dichiarava lo sradicamento dei terroristi dello SIIL e dei gruppi affiliati nelle aree tra Qanasir, Aleppo, Sinjar e Sinah. Inoltre, la bufala della strage di soldati siriani nel bombardamento statunitense su Tabiyah e Qasham, presso Dayr al-Zur, svanisce con l’ammissione dello stesso Mattis che le forze d’occupazione statunitensi avevano colpito solo 2 carri armati delle milizie tribali governative siriane; probabilmente si trattava di due autoveicoli civili, dato che le autorità siriane riferivano di 40 civili uccisi o feriti. I timori negli USA riguardo a un coinvolgimento in Siria sono sempre più acuti; il senatore degli Stati Uniti Tim Kaine, membro del comitato per le relazioni estere e i servizi armati del Senato, criticava l’attacco degli Stati Uniti, “Anche se sono grato che nessun membro degli Stati Uniti o della coalizione sia stato ferito nell’attacco, sono gravemente preoccupato dall’amministrazione Trump che volutamente s’infila in un grande conflitto, senza il voto del Congresso ed obiettivi chiari“. Mattis stesso mostrava dei dubbi sugli eventi a Dayr al-Zur, definendola “situazione di perplessità“, non potendo dare “alcuna spiegazione sul perché” forze filogovernative avrebbero attaccato una base delle SDF. Come affermano chiaramente le fonti governative siriane, non c’è mai stata alcuna operazione siriana contro il territorio occupato dalle SDF, ma un’operazione di ricognizione contro le infiltrazioni dello SIIL nel governatorato di Dayr al-Zur.
Va notato che almeno un paio di presunti ‘giornalisti freelence’ in Siria, un presunto corrispondente russo e un noto mercenario statunitense, hanno amplificato e spacciato tale operazione da guerra psicologica e di disinformazione. Il falso corrispondente russo arrivava a dire che nell’azione statunitense erano morti “130 mercenari russi” della compagnia Wagner (!?), mentre il mercenario statunitense, due ore prima dell’attacco statunitense, aveva tweettato che forze siriane stavano per attaccare obiettivi detenuti dalle SDF nella regione, lanciando alle forze militari del proprio Paese un preallarme. Le autorità siriane dovrebbero mostrare estrema attenzione verso coloro che si presentano come amici, solo per poi monitorare con metodi, modalità e scopi poco chiari, le aree del territorio siriano sottoposte a maggior conflitto.

Nel frattempo, un capo di Jabhat al-Nusra, Abu Yaman, e cinque sue guardie del corpo, venivano uccisi presso Jisr al-Shughur, a sud d’Idlib, da disertori della stessa organizzazione terroristica, mentre un elicottero d’attacco turco Agusta/TAI T-129B ATAK veniva abbattuto dalle YPG ad al-Qudah, presso Raju, a nord-ovest d’Ifrin. I due piloti restavano uccisi. Un’unità dell’Esercito arabo siriano respingeva l’attacco del gruppo terroristico Jabhat al-Nusra su Tal Hadada, ad est di Qinsiba, a nord di Lataqia, eliminando l’intero gruppo. Ad est di Damasco, tra Irbin e Harasta, la 4.ta Divisione dell’Esercito arabo siriano liberava diversi edifici, numerose trincee e cinque tunnel occupati dai terroristi dell’Hayat Tahrir al-Sham. Inoltre, un distaccamento delle Forze di Difesa Nazionali (NDF) liquidava 12 terroristi dello SIIL, e ne sequestrava l’autocarro che trasportava missili anticarro AGM-114 Hellfire e dispositivi per il controllo dei missili.
Note
Anàlisis Militares
FNA
Global Security
al-Masdar
Moon of Alabama
Muraselon
Muraselon
Muraselon
Muraselon
RIAFAN
RIAFAN
RIAFAN
RIAFAN
SANA