Mentre Donald Trump apre alla Russia di Vladimir Putin, la Nato si esercita sul confine orientale: alle porte di Mosca. In Polonia e nei Paesi baltici vanno in scena la tradizionali esercitazioni Siber Strike 18, uno dei momenti più importanti della stagione di manovre militari dell’Alleanza atlantica. Da Bruxelles continuano a definire queste manovre come gesti non ostili nei confronti della Russia ma soltanto utili a migliorare la sinergia fra alleati. Ma è evidente che la scelta del teatro operativo non sia casuale: le tensioni con Mosca aumentano ed esercitarsi sul territorio dei Paesi più ostili al Cremlino è un segnale abbastanza chiaro.

Una tensione che è riemersa soprattutto dopo l’ipotesi paventata da Varsavia di un possibile dispiegamento permanente di truppe americane nel Paese. Un “documento informativo” del ministero della Difesa della Polonia emerso questa settimana, mostra che Varsavia potrebbe spendere tra 1,3 e 1,7 miliardi di euro per coprire i costi per la permanenza di un’unità di carri armati Usa sul suo territorio. E Mosca ha già fatto capire di essere profondamente contrariata tanto che sono arrivate le frasi del Cremlino secondo cui questa mossa “non sarà in alcun modo di beneficio alla sicurezza e alla stabilità del continente”.

 

Le esercitazioni

I numeri sono importanti. Sono circa 18mila i soldati coinvolti nell’esercitazione Siber Strike a guida americana e provengono da 19 Paesi. Quest’anno anche Israele vi partecipa: una decisione che non è certo da considerare irrilevante.

Per il lancio delle esercitazioni, a Vilnius, il generale statunitense Richard Coffman ha dichiarato che i battaglioni della Nato “ciò dimostra l’impegno dell’Alleanza gli uni con gli altri”. Il generale Usa ha poi ribadito che queste manovre dimostrano “la flessibilità rafforzata delle forze di terra e aeree per rispondere rapidamente a una crisi. Questo permette la giusta presenza di cui abbiamo bisogno”.

Nei giorni scorsi è terminata una delle fasi più delicate delle operazioni, dove tra l’altro operano anche le Forze Armate italiane con i Paracadutisti della Brigata Folgore e la 46esima Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare. L’esercitazione ha come oggetto una “Coalition of the Willings” in cui la forza multinazionale affronta un nemico “ibrido” e dove il realismo è totale.  Non sono permessi errori. L’addestramento è volto a essere perfettamente in grado di rispondere a ogni tipo di minaccia.

Non a caso, nei giorni di esercitazione vi sono state anche attività di aviolancio di Cds (Container Delivery System) che servono ad addestrare le unità dei diversi Paesi coinvolti a rifornire e consegnare equipaggiamenti alle truppe dispiegate sul terreno. In quell’occasione, l’Aeronautica Militare ha utilizzato un aereo C130J per il trasporto tattico.

Focus sulla Lituania

Anche in Lituania si svolgono esercitazioni molto importanti. Una, Baltops 2018, che si concentra sulle forze navali dell’Alleanza atlantica e in cui sono coinvolti 20 Paesi più due Stati osservatori. “L’esercitazione mostra praticamente che l’Articolo 5 della Nato (sulla difesa collettiva) funziona, e la difesa collettiva è possibile”, ha detto il presidente lituanoDalia Grybauskaite all’emittente nazionale Lrt.

Ma Baltops 18 si svolge in parallelo con un’altra esercitazione, Thunder Storm 2018, che è la più grande esercitazione militare della storia della Lituania con 9.000 soldati impiegati sul suo territorio. La coincidenza di queste tre grandi esercitazioni su tutto il territorio baltico dimostra, ancora una volta, che il fronte orientale del Patto atlantico rappresenta un’area di grande tensione.

L’articolo La Nato si esercita nei Paesi baltici:
20mila soldati alle porte di Mosca
 proviene da Gli occhi della guerra.