Dopo l’attacco in Siria da parte delle potenze occidentali, la Russia continua la sua strategia di supporto al governo siriano.Una nave militare russa classe “Alligator” è stata fotografata domenica mentre attraversava lo stretto del Bosforo diretta verso la base di Tartous, nella Siria nordoccidentale. Le immagini pubblicate inizialmente dall’account Twitter Yoruk Isik mostrano la nave anfibia carica di equipaggiamenti militari: mezzi corazzati modello Btr 80, veicoli militari Ural 4320 e Kamaz, oltre a numerose ambulanze.

Negli ultimi tempi, il trasporto di mezzo militari dalla Russia alla Siria è sensibilmente aumentato. Un segnale inequivocabile di come Mosca abbia intenzione di non abbandonare l’alleato di Damasco. E questo anche in virtù dell’ultimo raid in Siria che, seppur molto circoscritto, ha reso di fatto evidente la volontà dell’Occidente di inserirsi all’interno delle dinamiche siriane. La Russia ha subito messo in atto una serie di azioni per rispondere all’eventuale raid siriano. E già dalle ore precedenti all’attacco aveva iniziato a inviare rinforzi all’alleato.

Poche ore prima dell’attacco, infatti, era stata fotografata un’altra nave russa durante il suo passaggio attraverso il Bosforo.  La nave è stata identificata con il Ro-Ro Alexandr Tkachenko, un cargo russo preso in prestito dal governo proprio per il trasporto di armi e altri mezzi verso la Siria. Anche questa imbarcazione era diretta verso la città portuale di Tartous, centro nevralgico della strategia russa in tutto il conflitto in Siria.

Tra il carico visibile della Alexandr Tkachenko era possibile scorgere una motovedetta del Progetto 03160 “Raptor” – un mezzo che raramente è stato possibile osservare in azione e in particolare durante la guerra in Siria – nonché i camion militari Kamaz e Ural 4320.

L’idea è che la guerra in Siria sia entrata in una nuova fase. Difficile dire se essa sia definitiva o se sia una nuova fase che ne precederà delle altre. Ma quello che è certo, è che il coinvolgimento di Vladimir Putin in Siria non finirà finché non sarà certo del mantenimento al potere di Bashar al Assad e soprattutto del mantenimento dell’integrità territoriale siriana e delle basi russe nel Paese.

In questo senso, il bombardamento programmato da parte delle forze di Stati Uniti, Regno Unito e Francia, ha posto le basi per un impegno maggiore da parte delle forze armate russe. Uno dei risultati più eclatanti di questi raid, è stato infatti quelli di rinsaldare ancora di più l’alleanza fra Damasco e Mosca e contribuire a una maggiore sinergia fra russi e iraniani. La reazione della Russia all’attacco in Siria da parte dell’Occidente potrebbe dunque essere una spinta ancora più forte all’offensiva finale dell’esercito siriano. Mentre si prepara a rafforzare le sue difese e tutelarsi da qualsiasi escalation militare che possa mettere a rischio la sua presenza in Siria.

via Occhi della Guerra