L’imminente incontro Trump/Putin è ostacolato dal folle ritratto che la stampa venduta fa della Russia. Personaggi come Jonathan Chait, Amy Knight, Max Bergmann, Yaroslav Trofimov, Roger Cohen e gli altri che fanno parte in maniera consapevole o de facto delle risorse della CIA e che compongono i media occidentali venduti, hanno trasformato Putin in un superuomo che controlla i risultati elettorali in tutto l’Occidente, uccide persone senza una logica o ragione, tiene in mano il presidente Trump e gli fa fare quello che vuole. Chi potrebbe immaginare una più estrema teoria della cospirazione?

Jonathan Chait sul New York Magazine scrive che “le oscure crepe dello scandalo russo sono molto profonde”, così profonde che “sarebbe pericoloso non considerare la possibilità che il summit sia un incontro tra l’intelligence russa e il suo agente piuttosto che una negoziazione tra due capi di stato”.
http://nymag.com/daily/intelligencer/2018/07/trump-putin-russia-collusion.html [in inglese n.d.t.]

Ecco qui Chait, che bolla come “teorici della cospirazione” coloro che dicono la verità, che se ne esce con la più grande teoria della cospirazione del nostro tempo affermando che il presidente Trump è stato una risorsa del Cremlino dal 1987. Chait fornisce un “folle patchwork di connessioni” per illustrare la sua assurda teoria della cospirazione secondo cui “non è necessario credere che Putin abbia sempre saputo che poteva insediare Trump nello studio ovale per trovare la seguente situazione altamente plausibile: nel 2015 il presidente russo ha riconosciuto che aveva in uno del suo sconosciuto numero di documenti di intelligence, una strada nella politica presidenziale americana”.

Chait è convinto che la Russia stia anche dietro l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. “L’aver fatto uscire l’Inghilterra dalla UE, ha anticipato di decenni l’obiettivo russo di separare le nazioni occidentali e la Russia ha trovato alleati disponibili nell’estrema destra britannica”.

Chait diventa anche più complottista: ammette che le accuse a Paul Manafort per presunti reati finanziari non sono collegate all’elezione di Trump, essendosi verificati anni prima in Ucraina. Tuttavia, Chait è certo che Manafort stia proteggendo Trump, anche se – secondo quanto detto da Chait – Manafort sta affrontando molti anni di carcere. Perché Manafort dovrebbe proteggere Trump? Ecco la risposta di Chait:

“Un modo per dare un senso al suo comportamento è la possibilità che Manafort stia tenendo la bocca chiusa perché ha paura di essere ucciso. Questa ipotesi potrebbe sembrare iperbolica ma ci sono molte prove a supporto. In febbraio è apparso un video su YouTube in cui si vedeva Deripaska, sponsor di Manafort, sul suo yacht con una escort bielorussa di nome Anastasia Vashukevich”.

L’articolo di Chait è lungo e fortemente appesantito da insinuazioni. Chait, o chiunque abbia scritto l’articolo cioè forse la stessa persona che ha scritto il Dossier Steele, raccoglie tutte le fantasie e i fatti denigratori su Trump e li mette insieme in modo tale da fare un ritratto di una persona che deve anche, senza troppi dubbi, essere un agente russo. Se il pubblico può essere convinto di questo, il complesso militare e di sicurezza può assassinare Trump e dare la colpa a Putin per essersi sbarazzato di una risorsa che è stata esposta alle investigazioni del russiagate, non più utile e forse pronto a vuotare il sacco.

Un altro teorico della cospirazione, Amy Knight, scrive che “la questione reale è: dove finisce lo stato criminale russo e dove comincia la criminalità? Come lavorano insieme in ciò che equivale a un nuovo omicidio congiunto?”

https://www.thedailybeast.com/novichok-victim-dies-did-the-kremlin-really-lose-control-of-its-deadliest-poisons?ref=wrap [in inglese n.d.t.]

Yaroslav Trofimov ci dice sul Wall Street Journal (il 7 luglio) che “Putin mette a punto il suo impero” per rimpiazzare quello perduto sovietico.

Sul Washington Post Max Bergmann ci dice che Trump sta per tradire la NATO a Helsinki. Questa linea porta alla supposizione che Putin stia usando Trump per scatenare l’esercito russo in Europa. Molti teorici della cospirazione sono giunti alla stessa convinzione che saranno invasi i paesi baltici e poi Putin punterà sulla Germania e sul resto dell’Europa. Roger Cohen del New York Times tira addirittura in ballo Marine Le Pen nel complotto che arriva a comprendere la pulizia etnica dei rifugiati occidentali che scappano dalle guerre di Washington.

Questo è il livello di assurdità che i media americani diffondono al pubblico per la comprensione degli affari esteri.

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Articolo di Paul Craig Roberts pubblicato su paulcraigroberts.org 10 luglio 2018
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per SakerItalia.it

[le note in questo formato sono del traduttore]