Gli Stati Uniti si dichiarano preoccupati per l’aumento dell’influenza dell’Iran nella regione del Medio Oriente dopo l’estensione dei conflitti armati in Iraq, in Siria, in Afghanistan e nello Yemen, come indica un alto incaricato del Dipartimento della Difesa .

Il capo del Comando Centrale degli USA (US.Centcom), il generale Joseph Votel, in un rapporto passato al Congresso del paese nordamericano, ha avvisato che il cambiamento che è sorto nelle frontiere geografiche nella zona ha reso più facile che l’Iran e la Russia influiscano di più nella regione che si trova sotto il dominio del Comando Centrale della Forza Aerea statunitense.

Nel suo rapporto, citato il sabato dal giornale digitale russo Gazeta.ru, Votel ha sostenuto che Teheran, grazie ai molti affiliati di cui dispone nella zona e i suoi alleati, tra cui quelli del Movimento di Resistenza Islamica del Libano (Hezbollah), è entrato nelle aree sotto il controllo della Forza Aerea del Centcom.

In questo modo, l’esponente militare USA ha espresso la sua preoccupazione per la presenza della Repubblica dell’Iran nella zona, in particolare in Iraq ed in Siria, ed è passato a considerare che , secondo lui, Teheran è “una minaccia seria per gli interessi di Washington”.

A suo giudizio, la cooperazione bilaterale che esiste tra l’Iran e la Russia, oltre a garantire il Governo del presidente siriano, Bashar al-Asad pretende di ridurre l’influenza militare degli USA tanto in Iraq come in Afghanistan e far sparire” la vecchia collaborazione strategica” che mantengono gli USA con la Turchia.

In altra parte del testo, Votel allerta circa gli sforzi che sta facendo la Cina per sviluppare i suoi legami economici e diplomatici con il paese persiano. A suo avviso, l’annullamento di alcune delle sanzioni internazionali già imposte contro Teheran ha spianato il terreno per la sua incorporazione nell’Organizzazione della Cooperazione di Shangai (OCS), una questione che, secondo l’ufficiale statunitense, ha prodotto il risultato del rafforzamento delle relazioni, incluso di quelle di sicurezza, tra il gigante asiatico e l’Iran.

Assessori iraniani in Siria

Dall’inizio della crisi siriana nel 2011 e di quella dell’Iraq nel 2014, l’Iran ha fornito assistenza militare e aiuti militari a questi due paesi. Con entrambi i paesi l’Iran intrattiene vincoli di carattere religioso, etnico e culturale, basti pensare ai santuari sacri per la religione sciita presenti in Iraq, come Karbala, visitati ogni anno da milioni di pellegrini di religione islamica sciita.

Damasco e Baghdad hanno mostrato la loro riconoscenza in varie occasioni nell’appoggio iraniano ricevuto  nell’azione di  sradicamento del terrorismo islamista wahabita/salafita nei loro rispettivi territori. Fonte: HispanTV

Nota: L’alto ufficiale del Pentagono omette di dire chi ha armato, addestrato e supportato i gruppi terroristi che sono scorazzati in Siria ed in Iraq e chi li ha utilizzati per destabilizzare la regione ed effettuare il cambio di regime che era l’obiettivo di Washington nella zona.

Guarda caso erano Washington ed i suoi alleati (con l’Arabia saudita in primis) le potenze che hanno fomentato il terrorismo islamico di matrice wahabita e salafita, come dimostrato da innumerevoli prove e documenti e come confessato ultimamente dall’ex primo ministro del Qatar. Vedi: le rivelazioni bomba dell’ex premier del Qatar….

Traduzione e nota: Luciano Lago

via Controinformazione