Le sanzioni contro l’Iran sono condannate al fallimento

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La scorsa domenica il giornale egiziano Al Ahram ha pubblicato una analisi di Mustafa al Said, dal titolo “Il rapido fallimento delle sanzioni statunitensi contro l’Iran”.
L’autore ricorda che un giorno prima della data fissata dall’Amministrazione Trump per ristabilire le sanzioni che dovrebbero pregiudicare principalmente l’esportazione petrolifera dell’Iran, contrariamente alla retorica bellicosa degli USA, l’assessore alla sicurezza nazionale di Trump , il neocon John Bolton, ha sorpreso i media nell’annunciare che Washington non aveva l’intenzione di imporre sanzioni all’Iran a costo di danneggiare gli alleati degli USA, affermando che alcuni paesi sarebbero stati esonerati per non poter fermare per tempo le importazioni di crudo da Teheran.

L’analista egiziano scrive: i commenti di Bolton sono stati apparentemente una giustificazione per il fallimento della politica statunitense nel non poter convincere i clienti del petrolio iraniano nel farli unire a Washington ad imporre le sanzioni all’Iran. Bolton voleva suggerire che questo non era un fallimento per gli USA e che non c’era stata disobbedienza o opposizione dagli alleati.  Lui ha voluto dire che era stata Washington a permettere la disobbedienza.

L’autore dell’articolo ricorda che gli USA hanno utilizzato tutti i mezzi per obbligare i paesi ad ottemperare alle sanzioni imposte da Washington contro l’Iran ma questi sforzi sono falliti.
L’Unione Europea, l’India, il pakistan e la Corea del Sud insistono nella continuazione delle loro importazioni di petrolio dall’Iran. la Cina e la Russia hanno annunciato che aiuteranno l’Iran a vendere il suo petrolio per aggirare le sanzioni degli USA. La Russia propone che il petrolio iraniano si possa negoziare nella borsa valori di Mosca e di Pechino, annunciando che aumenterà le sue importazioni di crudo iraniano. Tutto questo significa che il piano di sanzioni contro l’Iran di Washington è già avviato verso il fallimento.

Mustafa al Said ritiene che l’Iran non cederà alla pressione degli USA per limitare i suoi progetti balistici e non cambierà la sua politica regionale per compiacere gli statunitensi. Gli iraniani sono stati sotto sanzioni americane per circa quaranta anni e sanno che gli USA comprendono soltanto il linguaggio della forza. L’Iran resisterà come nel passato specialmente perchè Trump sta combattendo anche con i suoi problemi interni.
Una possibile vittoria dei democratici nelle elezioni di medio termine potrebbe inclinare l’equilibrio di potere all’interno del Congresso. I democratici si trovavano contro la decisione di Trump di ritirarsi dall’accordo sul nucleare dell’Iran Risulta possibile che un Congresso dominato dai democratici non possa rovesciare Trump ma potrebbe ostacolare le sue politiche aggressive.

Iranian President Hassan Rouhani (R) and Russian President Vladimir Putin

Secondo l’autore, quello che preoccupa il governo statunitense negli ultimi giorni è la possibilità di confrontarsi con Teheran, perchè il fallimento statunitense in una guerra economica contro lran disarmerà totalmente l’Amministrazione Trump. Il contesto regionale non è favorevole agli statunitensi.

La guerra nello Yemen che dura da quasi quattro anni e le cose non stanno andando in modo favorevole per gli USA e per i loro alleati. Le forze pro iraniane sono ogni volta più possenti in Iraq. In Siria gli USA sono pregiudicati dal successo del Governo di Damasco che ha posizionato anche i missili russi S-300 chiudendo la possibilità di incursioni di Israele. Il presidente Putin ha rifiutato la possibilità di una riunione con il primo ministro Benyamin Netanyahu, mentre i media informano che il contatto fra il Ministero della Difesa russo e l’esercito israeliano si è rotto.

L’analista egiziano ha aggiunto che per minacciare gli alleati europei e convincerli di non continuare la loro cooperazione con l’Iran, come parte degli accordi sul nucleare, Johan Bolton ha confidato nel canale bancario di trasferimenti internaziuonali SWIFT. Tuttavia questa è un’arma a doppio taglio perchè, se gli europei decidono di disobbedire agli USA, loro opereranno contro il sistema interbancario, in gran parte dominato dagli USA e dal dollaro statunitense e cercheranno un canale alternativo.

Donne iraniane in protesta

Secondo l’autore, le opzioni di Washington per aumentare la pressione sulla Repubblica Islamica dell’Iran sono poche, soprattutto perchè l’uso della forza e il confronto militare sembrano sempre più improbabili, visto che questo metterebbe in pericolo la presenza delle forze USA in tutta la regione. In questo contesto, è molto probabile che l’Ammnistrazione Trump si ritenga soddisfatta con il mantenere le sanzioni e con una campagna politica e mediatica, continuando ad affermare falsamente che la sua politica anti-iraniana abbia avuto successo e che l’Iran sia sempre più debole, ha aggiunto Mustafa al-Said.

In conclusione, l’analista egiziano ritiene che, oltre alla sua impopolarità fra una gran parte del pubblico nordamericano e tra la maggiorparte dei suoi alleati europei, Donald Trump si trova isolato nella sua politica anti-iraniana di fronte ad un oppositore intelligente che sa come approfittare degli errori dei nordamericani. Al Said scrive: Gli statunitensi hanno fallito ogni volta che hanno cercato di attaccare gli interessi dell’Iran nella regione.

Oggi l’Iran e i suoi alleati russi e cinesi si stanno preparando per mettere fine all’egemonia degli USA nel Medio Oriente ed all’unilateralismo statunitense in tutto il mondo.

Fonte: Al Ahram
Traduzione: Faisal Marrash

via Controinformazione