Un alto funzionario iraniano ha dichiarato che i consiglieri militari iraniani continueranno la loro presenza in Siria per aiutare il paese arabo a sconfiggere una volta per tutte i miliziani terroristi sponsorizzati dall’estero. Che piaccia o no ai sionisti, l’Iran continuerà a dare il suo supporto ai fratelli siriani.

Hossein Amir-Abdollahian, consigliere speciale del parlamento iraniano per gli affari internazionali, ha sottolineato che i siriani non permetteranno ai sionisti di entrare nella loro patria dopo il crollo del gruppo terrorista Daesh (ISIS).

“Il regime sionista cerca di conquistare il dominio sulla Siria dopo il Daesh, ma le forze della resistenza e i consiglieri militari della Repubblica Iraniana continueranno a mantenere la loro presenza a fianco della Siria per contrastare il terrorismo”, ha dichiarato in un incontro con l’ambasciatore palestinese a Teheran Salah al-Zawawi .

“Il popolo siriano non permetterà che il paese si trasformi di nuovo nel focolaio del terrorismo sionista”, ha osservato Amir-Abdollahian.

Negli ultimi anni, Israele ha frequentemente attaccato obiettivi militari all’interno della Siria nel tentativo di sostenere i gruppi terroristici che hanno subito sconfitte per mano delle forze governative siriane.

Forze speciali iraniane

Tel Aviv ha anche fornito armi ai miliziani anti-Damasco e cure mediche nei propri ospedali agli elementi del Takfiri feriti in Siria.

L’Iran ha offerto sostegno militare alla Siria su richiesta del governo di Damasco, consentendo al suo esercito di accelerare i suoi progressi su vari fronti contro le forze dei miliziani takfiri.

Amir-Abdollahian ha anche detto che Teheran manterrà il suo “sostegno decisivo” per la resistenza e non cederà alle pressioni per quanto riguarda la questione palestinese e le minacce israeliane contro la sicurezza degli altri paesi della regione.

Zawawi, da parte sua, ha avvertito che il partito di destra del Likud di Israele, guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu, sta cercando di esercitare il suo controllo sul mondo musulmano.

Amir-Abdollahian Portavoce iraniano

L’alto ufficiale ha inoltre affermato che gli Stati Uniti stanno esercitando pressioni economiche su alcuni paesi regionali per far avanzare i piani del presidente Donald Trump, che sta attuando secondo le richieste del sionismo internazionale.

Un alto funzionario della sicurezza afferma che l’Iran manterrà la sua missione consultiva in Siria e continuerà a sostenere gruppi di resistenza, in risposta agli Stati Uniti che chiedono che tali attività vengano fermate.
Si dice che il ruolo dell’Iran in Siria sarà affrontato all’incontro del 16 luglio tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin, nella capitale finlandese, Helsinki.

John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ha dichiarato lo scorso fine settimana che il summit ha offerto la possibilità di un “più ampio negoziato per aiutare a far uscire le forze iraniane dalla Siria”.

Un tale accordo, ha affermato, equivarrebbe a “un significativo passo avanti” nel promuovere gli interessi di Washington nella regione.

Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, tuttavia, ha respinto le notizie secondo cui il ruolo dell’Iran in Siria sarebbe stato sollevato al vertice di Helsinki.

“In ogni caso, la parte russa si sta preparando e Putin è pronto a discutere il tema della Siria”, ha detto, aggiungendo che Trump e Putin parleranno di “un paese terzo …ma  non è vero”.

Fonte: Press Tv

Traduzione e sintesi: Luciano Lago

via Controinformazione