Nell’Europa orientale, la tensione tra Ucraina e Federazione Russa è alle stelle. Nel Mar D’Azov, infatti, come scrive Matteo Carnieletto su Gli Occhi della Guerra, l’Ucraina accusa Mosca di aver sparato sulle navi ucraine nello stretto di Kerch, ferendo almeno due persone, e sequestrando tre navi: Mosca sostiene, al contrario, che le navi ucraine hanno attraversato le acque territoriali russe senza alcuna autorizzazione. La portavoce del Ministro degli esteri russo Maria Zakharova ha sottolineato che si tratta di una “provocazione” che si aggiunge ad altre “azioni provocatorie” che sarebbero state preparate da tempo.

Nel frattempo, Kiev ha incassato l’appoggio dell’Alleanza Atlantica, che si è riunita a Bruxelles in una riunione d’emergenza proprio su richiesta di Petro Poroshenko. “Il Segretario Generale ha espresso il pieno appoggio della Nato all’integrità territoriale e alla sovranità dell’Ucraina, inclusi i suoi diritti di navigazione completa nelle sue acque territoriali ai sensi del diritto internazionale”, dichiara la nota ufficiale. Ai preoccupanti venti di guerra di queste ore, si aggiunge una notizia passata un po’ in sordina sulla volontà dell’Ucraina di accelerare l’adesione alla Nato e di implementare la presenza di forze militari occidentali ed europee – come quelle del Regno Unito – nel Paese, ai confini con la Russia.

La dichiarazione congiunta Kiev-Londra

Nei giorni scorsi, i ministri della difesa del Regno Unito e dell’Ucraina hanno rilasciato unadichiarazione ufficiale congiunta, nella quale “si sottolinea che l’aggressione nei confronti dell’Ucraina da parte della Federazione russa costituisce una minaccia diretta alla sicurezza euro-atlantica e una sfida al sistema esistente di relazioni internazionali” ; “si sottolinea la continua violazione degli accordi di cessate il fuoco da parte di formazioni sostenute dalla Russia e da altri gruppi ad essa legata”; “si condanna l’accresciuta presenza militare della Federazione Russa intorno alle frontiere dell’Ucraina, nei territori delle regioni di Donetske di Luhansk e nella Repubblica autonoma di Crimea sequestrata illegalmente, e le azioni destabilizzanti della Federazione Russa nell’area del Mar Nero e del Mar d’Azov”; “si accetta di approfondire la cooperazione nel contrastare l’aggressione della Russia”.

In virtù di questo Londra “assicura il continuo sostegno all’aspirazione euro-atlantica dell’Ucraina”, sostenendo di fatto la richiesta di adesione alla Nato da parte di Kiev. I ministri della difesa hanno convenuto che l’Operazione Orbital, il programma di addestramento dell’esercito ucraino iniziato nel 2015, “è stato un successo” e deve proseguire almeno fino al 2020. Gli istruttori dell’esercito britannico, la maggior parte con esperienza significativa nella partecipazione alle operazioni di combattimento in Iraq e Afghanistan, hanno formato oltre 9.500 militari ucraini. Un numero imprecisato di soldati britannici verrebbe inviato per addestrare forze speciali e marines ucraini, oltre ai 100 dispiegati attualmente nel Paese.

Una strategia pericolosa

Come sottolinea Arlady Savitsky su Strategic Culture, l’aumento della presenza militare del Regno Unito “va contro lo spirito degli accordi di Minsk”, nei quali si dice che “il conflitto in Ucraina dovrebbe essere gestito attraverso mezzi diplomatici e politici”. Inoltre, spiega Savitsky, “l’esercito statunitense gestisce già un centro operativo marittimo situato all’interno della struttura navale ucraina di Ochakov, progettato per fornire un supporto marittimo flessibile all’intera gamma di operazioni militari”. Qui “centinaia di istruttori militari statunitensi e canadesi stanno addestrando personale ucraino al poligono di tiro di Yavoriv” osserva.

L’Occidente, attraverso la Nato, ha pericolosamente militarizzato i suoi confini orientali, ed è sempre più presente nel cortile della Russia, minacciando i suoi interessi strategici fondamentali. Militarizzare oltre l’Ucraina, permettendole persino di aderire alla Nato, rappresenterebbe un punto di non ritorno nelle relazioni tra Russia e Occidente: la reazione di Mosca, a quel punto, sarebbe inevitabile. È ciò che vuole davvero l’Europa?

L’articolo Londra vuole l’Ucraina nella Nato
e adesso invia i soldati a Kiev
 proviene da Gli occhi della guerra.