DI ARKADY SAVITSKY

Strategic-culture

Il North American Free Trade Agreement (NAFTA), che è ormai quasi 25enne, è stato relegato alla pattumiera della storia. Gli Stati Uniti, il Canada e il Messico hanno concordato un accordo commerciale trilaterale – il United States-Mexico-Canada Agreement (USMCA) – per sostituirlo. Come previsto, l’accordo definito il 30 settembre intende stimolare la produzione in Nord America e scoraggiare l’esternalizzazione verso Paesi a basso salario in Asia. Le importazioni da altri Stati vengono penalizzate. Il tempismo è perfetto. Ora il Presidente Trump può promuovere l’USMCA come una vittoria, proprio mentre le elezioni di metà mandato di novembre si avvicinano.

L’USMCA contiene una clausola speciale che conferisce a Washington quasi un potere di veto su qualsiasi tentativo da parte del Canada o del Messico di stringere accordi con la Cina. Esso stabilisce che se uno dei tre dovesse firmare un accordo di libero scambio con un Paese non di mercato, uno degli altri due avrebbe il diritto di rescindere l’USMCA trilaterale, con un preavviso di sei mesi, e di creare un proprio accordo bilaterale sugli stessi termini. Di conseguenza, Canada e Messico non possono agire come canali secondari per spedire prodotti senza dazio negli Stati Uniti. Gli Stati Uniti e l’UE non hanno riconosciuto la Cina come un’economia di libero mercato. Nemmeno l’OMC.

Questa è una grave minaccia per la posizione di Pechino all’interno del sistema commerciale globale. La Cina è il secondo partner commerciale del Canada e il Canada è il 13° più grande per la Cina. Quest’accordo è in realtà un precursore di un’alleanza economica e commerciale creata in opposizione a Pechino. Una volta che avrà effetto, dopo essere stato approvato dai Parlamenti e dal Congresso, l’USMCA sarà il primo passo in una campagna globale anti-cinese, a cui seguiranno altri accordi mirati allo stesso obiettivo. Evidentemente, gli Stati Uniti insistono sul fatto che una clausola simile venga inserita in altri accordi commerciali, in particolare quelli negoziati con l’UE e il Giappone, oltre a quello che sta cercando di sviluppare con altre nazioni della regione Asia-Pacifico.

Esiste un collegamento tra l’USMCA e l’UE. Il Comprehensive Economic and Trade Agreement (CETA), un patto di libero scambio tra il Canada e l’Unione Europea, è entrato in vigore un anno fa, eliminando il 98% dei dazi tra le due parti.

A luglio, gli Stati Uniti e l’UE hanno concordato un cessate il fuoco. Il Presidente Trump e il Capo della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, hanno accettato di evitare una guerra a tutto campo e di avviare invece i colloqui sui dazi. Ma quel processo potrebbe vacillare.

A marzo, il Canada, assieme ai principali alleati degli Stati Uniti come il Giappone e l’Australia, ha firmato un ampio accordo commerciale che include 11 nazioni dell’Asia-Pacifico. Il Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership (CPTPP) abbassa drasticamente i dazi e stabilisce nuove e radicali regole commerciali. L’accordo è stato raggiunto dopo che il Presidente Trump ha ritirato gli Stati Uniti dal Trans-Pacific Partnership (TPP), subito dopo il suo insediamento. Il TPP è stato concepito fin dall’inizio come contrappeso alla Cina, quindi gli Stati Uniti potrebbero unirsi “con un piccolo aiuto da parte degli amici”, come Canada e Messico, entrambe parti del CPTPP. Se lo faranno, il CPTPP eserciterà inevitabilmente una grande influenza sulla Cina e diventerà parte della campagna globale contro Pechino.

Il Giappone, una parte nel CPTPP, ha firmato un accordo commerciale con l’UE a luglio. Ciò esclude gli Stati Uniti e la Cina. Un accordo commerciale tra il Regno Unito e gli Stati Uniti sta progredendo, anche se è difficile prevedere quando potrebbe essere completato.

Si prevede che, alla fine, gli Stati Uniti diventeranno parte in tutti gli accordi elencati sopra che escludono la Cina, a condizione che includano una clausola “Paesi non di mercato”. Sarebbe gradito agli Stati Uniti se questa stessa disposizione per isolare la Cina fosse inclusa in altri negoziati USA con l’Unione europea e il Giappone. La guerra è iniziata e il commercio internazionale è il dominio.

La Cina è impegnata in trattative per il Regional Comprehensive Economic Partnership, che comprende 14 Paesi in Asia e Australasia(1) ed esclude gli Stati Uniti, ma sembra che abbia ancora molta strada da fare. Pechino è anche parte della Cina-ASEAN Free Trade Area (CAFTA) istituita nel 2010. La Cina ha accordi di libero scambio con l’Australia, il Cile, il Perù e la Nuova Zelanda. Ma ciò non basta per contrastare l’offensiva economica lanciata dagli Stati Uniti. Tutti questi partner dipendono in gran parte dall’America. Quando si tratta di negoziare guerre, essi non possono certo essere considerati fedeli compagni d’armi della Cina.

Date le circostanze, l’integrazione con l’Unione Economica Euroasiatica (UEE) è un progetto promettente. È un’unione composta da Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan. Esse controllano il 3,2% (2,2 trilioni di dollari) del PIL globale. Se firmato, un accordo di libero scambio soddisferebbe gli obiettivi della Nuova via della seta. Quasi 40 Paesi, tra cui India, Singapore e Turchia, hanno espresso la loro disponibilità ad avviare negoziati sugli accordi di libero scambio con l’UEE o li hanno già intrapresi.

La Russia e la Cina sono alleati naturali. La Nuova via della seta e il perno della Russia verso l’Asia si completano a vicenda. La modernizzazione della ferrovia transiberiana e il progetto di costruire autostrade ad alta velocità all’interno della Russia, compresa la costruzione di una linea ferroviaria che attraversa il Kazakistan fino alla Cina nord-occidentale, sembrano molto promettenti, creando un collegamento tra la Russia, i Paesi dell’Asia centrale, Cina ed Europa.

In realtà, è già stato fatto un primo passo in questa direzione. A maggio, l’UEE e la Cina hanno firmato un accordo commerciale ed economico. L’accordo ha semplificato alcune procedure, ma non ha eliminato i dazi e le barriere non tariffarie. Ma ha contrassegnato il primo accordo istituzionale sulla cooperazione economica e commerciale tra le due entità.

La Russia e la Cina sono nella stessa barca, in quanto si sono ritrovati obiettivi degli attacchi degli Stati Uniti. È solo naturale per loro integrarsi economicamente. Più gli Stati Uniti cercano di rimodellare il mondo, maggiore è la resistenza che la politica incontreràmentre le altre nazioni si uniscono, accelerando l’emergere di un mondo multipolare.

Arkady Savitsky

Fonte: https://www.strategic-culture.org/

Link: https://www.strategic-culture.org/news/2018/10/06/usmca-new-economic-alliance-formed-to-isolate-china.html

6.10.2018

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da NICKAL88

Note a cura del traduttore

  • Australasia è un termine usato in varie maniere per indicare una intermedia regione dell’Oceania: Australia, Nuova Zelanda e le vicine isole dell’Oceano Pacifico.

Il termine fu coniato da Charles de Brosses in Histoire desnavigationsauxterresaustrales del 1756. Deriva dal latino e significa “asia del sud”. De Brosses lo introdusse per differenziare l’area dalla Polinesia (ad est) e dal Pacifico sudorientale (Magellanica). Va distinto anche dalla Micronesia (a nord est).

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Australasia