Le armi chimiche in Siria sono state distrutte con la certificazione e la firma dell’OPCW (Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche), ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova sul canale televisivo Rossiya 1.

In precedenza l’Occidente ha accusato Damasco di essere responsabile dell’attacco chimico nella città di Douma della Goutha orientale.

“Le armi chimiche in Siria sono state distrutte. Lo ha certificato l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW). Usano le armi chimiche nel territorio siriano i ribelli islamisti e gli insorti. E’ un dato di fatto, ogni volta che una nuova città o villaggio vengono liberati dall’esercito siriano, vengono scoperti nascondigli con sostanze chimiche; è provato dall’esperienza, dai fatti”, ha detto la Zakharova.

Secondo lei, in Siria si sono trovati “molti agenti chimici di varia origine”.

La portavoce del ministero degli Esteri russo ha chiarito che con l’obiettivo di valutare l’origine delle armi chimiche, la Russia aveva presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pochi anni fa una bozza di risoluzione per indagare l’uso di questo tipo di armi da parte dei ribelli siriani.

“Chi pensate abbia bloccato questa bozza? Gli Stati Uniti, si sono assicurati una moltitudine di voti”, ha evidenziato la Zakharova.

Ha inoltre sottolineato che le armi chimiche statunitensi non sono ancora state distrutte.

“Parliamo tanto delle armi chimiche siriane, ma gli americani non hanno distrutto il loro arsenale chimico fino ad oggi e non lo distruggeranno nel prossimo futuro. I tempi si allungano fino alla metà del prossimo decennio”, ha detto la Zakharova.

via Sputnik