Dal Ministero della Difesa russo si assicura che un aereo dell’intelligence USA stava pattugliando il Mediterraneo orientale nel corso del recente attacco con 13 droni lanciato dallo Stato Islamico contro le installazioni russe.
Questo Lunedì il Ministero della Difesa ha infomato che, nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, i terroristi hanno lanciato attacchi per mezzo di 13 droni non pilotati contro le basi militari russe di Jmeimim e Tartus vicine al Mediterraneo. Le forze militari russe sono riuscite a neutralizzare entrambi gli attacchi.

Dopo aver saputo che i droni utilizzati utilizzavano tecnologie sofisticate di puntamento a mezzo GPS, nel Ministero della Difesa russo si è dichiarato che, per programmare questo tipo di veicoli, bisogna laurearsi in una facoltà di ingegneria di un paese ben sviluppato, un qualche cosa a cui i terroristi in Siria non hanno avuto accesso negli ultimi tempi.

L’analisi tecnica dei droni catturati dai militari russi nel corso dell’attacco ha rivelato che i terroristi possono adesso lanciare attacchi da oltre 100 Km. di distanza. Allo stesso modo si è comprovato che gli artefatti esplosivi trasportati sui veicoli aerei erano dotati di fusibili di fabbricazione straniera.

Il fatto che i militanti utilizzano questi droni sofisticati indica che i terroristi hanno ricevuto tecnologie che permettono loro di portare attacchi terroristici con droni similari in qualsiasi paese, secondo gli specialisti militari russi.
Vikto Bondarev, ex capo delle forze aerospaziali russe, ha accusato gli USA di aver fornito ai terroristi armi di alta tecnologia che d’altra parte possono provenire soltanto da un paese ad alta tecnologia, con controllo a distanza e guida GPS.

Base aerea russa di Hmaymim

Il Dipartimento di Stato ha risposto affermando che questa tecnologia è acquistabile sul mercato ma l’affermazione è stata contraddetta dalle autorità militari russe.
Inoltre ci sono forti sospetti, quasi certezze, che il puntamento sugli obiettivi sia stato facilitato dall’aereo spia USA che, negli stessi minuti dell’attacco, sorvolava il Mediterraneo orientale ed utilizzava le sue apparecchiature elettroniche a favore dei terroristi, comunicando i dati e le coordinate degli obiettivi da colpire.

Nota: Non è la prima volta che l’intelligence USA e della NATO fornisce aiuto e supporto ai gruppi terroristi islamisti che, d’altra parte, sono stati riforniti di armi made in USA e in molti casi addestrati negli appositi campi in Giordania e in Turchia.
Ricordiamo che, nel corso della liberazione della cirtà di Aleppo, le forze siriane trovarono un bunker con 14 ufficiali della NATO, di varie nazionalità, che da quel bunker dirigevano i tiri dell’artiglieria dei terroristi di Al Nusra fornendo le coordinate degli obiettivi che venivano individuati via satellite. La questione fu oggetto di una interpellanza al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite da parte del rappresentante diplomatico siriano che fornì anche nomi e cognomi dei 14 ufficiali catturati. La cosa fu poi messa a tacere e mai menzionata dei media occidentali.

Vedi: Assordante! Il silenzio dei media europei sulla cattura degli ufficiali NATO in Siria

Nessuna meraviglia quindi del doppio gioco svolto dagli USA e dai suoi alleati nell’appoggio fornito ai terroristi dell’ISIS che a parole la coalizione USA affermava di combattere.
L’obiettivo delle forze USA in Siria rimane sempre il medesimo: rovesciare il Governo di Bashar al-Assad e disintegrare la Siria come Stato. Tutto indica che il Dipartimento di Stato USA non si è rassegnato alla sconfitta del suo esercito di mercenari islamisti che hanno seminato morte e distruzione nel paese arabo.

Fonte: RT Actualidad

Traduzione e nota: Luciano Lago

via Controinformazione