Dopo essersi fatto sentire in Italia, dove in un articolo di Lorenzo Cremonesi un suo portavoce riporta una sua lettera in cui conferma di stare bene e di voler tornare in gioco, Saif Al Islam Gheddafi fa parlare di sé in Russia. E lo fa, sulle orme delle operazioni mediatiche del padre, in grande stile. Il secondogenito del rais libico ucciso nel 2011 scrive direttamente al leader del Cremlino. Nella missiva si fa riferimento alla volontà di Saif di partecipare alla conferenza di gennaio, così come a quelli che secondo il figlio di Gheddafi dovrebbero essere i temi più importanti per il futuro della Libia.

Conferenza nazionale ed elezioni trasparenti: le “ricette” di Saif

Ad annunciare il colloquio a distanza con il Cremlino, è Mohammed al Gallush. Si tratta di uno degli uomini considerati tra i più vicini a Saif Al Islam Gheddafi, anche altre volte in passato è lui a riportare comunicazioni attribuite al figlio dell’ex leader libico. Come si apprende da Agenzia Nova, lo stesso Al Gallush avrebbe consegnato di persona la lettera a Vladimir Putin elencando quelle che sarebbero le priorità per il più politico tra i figli del rais. In primo luogo, sempre secondo il racconto dello stesso braccio destro di Gheddafi, Saif sarebbe d’accordo con il piano elaborato dall’alto rappresentante delle Nazioni Uniteper il dossier libico, Ghassam Salamè. La “road map”, anticipata pochi giorni prima del vertice di Palermo, prevede come prima importante tappa una conferenza nazionale da tenere in Libia.

Proprio la conferenza sarebbe il primo punto che vede Saif al Islam concorde con le posizioni del rappresentante Onu. Anzi, come già ribadito nelle dichiarazioni riportate dai suoi emissari nell’articolo sopra menzionato di Lorenzo Cremonesi, lo stesso secondogenito di Gheddafi ha intenzione di parteciparvi. “A condizione però – sarebbe scritto nella missiva recapitata al Cremlino – Che includa tutti gli attori libici”. Sulla conferenza si starebbe ancora lavorando. Annunciata ufficialmente a Palermo, nei giorni scorsi il numero uno del consiglio presidenziale, Hafez Al Sarraj, ha nominato anche la commissione incaricata di seguire l’organizzazione dell’appuntamento per conto delle istituzioni di Tripoli. Secondo poi il piano dell’Onu, dopo la conferenza si dovrebbero tenere le elezioni. Ed anche su questo punto Saif Al Islam sarebbe d’accordo, anzi ne fa la sua seconda condizione per rivedere nuovamente stabilizzata la Libia: “Le elezioni devono essere trasparenti – afferma Al Gallush su Al Arabiya, emittente di Abu Dhabi che lo ha intervistato proprio in merito la lettera inviata a Putin – In questo modo secondo Gheddafi il paese farà un altro passo avanti verso il ritorno alla normalità”.

La condizione di Saif Al Islam oggi

Si parla da tempo di lui, certamente il suo è un cognome molto pesante in Libia. Per di più, negli ultimi anni di vita del padre e della Jamahiriya, più volte si è fatto riferimento a Saif come possibile erede. Dunque, ogni sua frase assume un peso non indifferente specie in un momento, quale quello attuale, cruciale per il suo paese. Il problema però, come sottolineato proprio su questa testata, è che le dichiarazioni di Saif Al Islam Gheddafi arrivano solamente tramite interposta persona ed emissari. Più volte si annuncia il suo ritorno in politica, più volte si fa il suo nome in conferenze in giro per la Libia e non solo, ma lui non compare in pubblico dal 2011.

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In quell’anno, a poche settimane dall’uccisione del padre, Saif Gheddafi viene catturato nel sud del paese: ferito ad una mano a causa di un bombardamento Nato, finisce in prigione e viene tenuto in custodia dalle milizie di Zintan. Ne segue un processo che nel 2015 lo condanna a morte, una sentenza che fa il pari con il mandato di cattura della corte penale internazionale per crimini di guerra. Pur tuttavia le stesse milizie di Zintan lo liberano pochi mesi dopo la sua condanna, nel 2016 arriva poi la grazia per via dell’amnistia approvata da Tripoli. Ma anche da uomo libero Gheddafi non è mai comparso in pubblico. Da qui i dubbi sulla sua sorte, a cui lui stesso fa riferimento nelle dichiarazioni riportate da Cremonesi: “Sono vivo e sto bene”, si legge in quell’occasione. Forse sono problemi relativi alla sicurezza, così come potrebbero essere condizioni imposte dalle milizie che lo hanno avuto in custodia: non si sa il motivo per il quale Saif non compare mai di persona. Di certo però, di pesante al momento potrebbe avere solo il cognome. E questo, nella Libia di oggi, potrebbe rappresentare il tutto al pari di come invece potrebbe voler significare il nulla.

L’articolo Saif Gheddafi si rivolge a Putin:
“Ecco come riunificare la Libia”
 proviene da Gli occhi della guerra.