Le milizie curde dell’YPG hanno ucciso il Sabato 7 soldati turchi nella regione di Afrin, nordest della Siria, 5 dei quali nell’attacco contro un carro armato, colpito da un missile anticarro. Questi fatti hanno spinto la Turchia a promettere vendetta per causa delle perdite subite ed a minacciare i curdi siriani che pagheranno il doppio per questo.

Secondo quanto confermato dalla Stato Maggiore delle Forze armate turche, in un comunicato riportato dal giornale tuco “Hurriyet”, i militari turchi sono morti per causa di un attacco delle milizie del YPG, avvenuto nella zona vicina alla frontiera nel giorno che ha segnato le più alte perdite per l’esercito turco da quando è iniziata l’operazione battezzata “Ramo di Ulivo”.

La nota del giornale ha informato che 5 militari sono morti dopo che il loro carro armato è stato centrato da un missile anticarro nella zona di Sheij Haruz, nel nordeste di Afrin. Secondo Hurriyet, altri 6 soldati sono rimasti feritie e due di essi sono gravi.
Da parte loro le milizie curde hanno pubblicato un video da cui si vede l’azione in cui viene centrato il carro armato turco. Vedi: Hispan Tv

“Pagheranno il doppio per questo , abbiamo già dato risposta immediatamente a queste azioni e continueremo a farlo”, ha dichiarato il primo ministeo turco Binali Yildirim. Il ministro ha aggiunto che uno dei militari è caduto in territorio turco per l’attacco dei terroristi.
Secondo il media turco, a seguito delle offensive curde, l’aviazione turca ha iniziato operazioni di attacco contro le posizini curde per distruggere depositi di armi e postazioni dei miliziani del YPG nella zona.

Forze curde dell’YPG

Dopo questi recenti episodi la cifra delle perdite dell’Esercito turco si aggira intorno ai 14 caduti.
Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha giustificato le operazioni nel nord della Siria dell’Esercito turco affermando che la presenza delle formazioni curde dell’YPG alla frontiera rappresentano una grave minaccia alla sicurezza della Turchia.
“Avvisiamo tutti paesi che si sono impegnati ad appoggiare queste milizie che non ci fermeremo davanti a nessuno e manderemo avanti le operazioni fino alla fine”, con chiara allusione agli Stati Uniti che hanno appoggiato ed armato le formazioni YPG con l’obiettivo di indebolire il governo di Damasco.

L’operazione militare turca era iniziata al momento in cui il Dipartimento di Stato USA aveva annunciato la creazione di una “forza di guardie di frontiera di 30.000 unità per una nuova entità di stato curdo” . Questa dichiarazione aveva provocato la reazione furiosa di Ankara e l’inizio delle operazioni.
Gli USA hanno poi abbandonato le milizie curde per non arrivare ad una rottura completa con Ankara, alleato nella NATO, ma i rapporti fra Washington ed Ankara sono molto tesi e non si esclude che le truppe USA insediate nelle zone curde rimangano coinvolte negli scontri con l’Esercito turco.

Da parte sua Damasco ha condannato l’invasione turca del proprio territorio come una violazione della propria sovranità.

Fonte: HispanTv

Traduzione: L.Lago

via Controinformazione